Capita a tutti: si stappa una bottiglia, si versano un paio di bicchieri e il resto resta lì, sul tavolo, in attesa di un’altra occasione. Il vino, però, a contatto con l’aria cambia: l’ossigeno, che nella giusta misura lo aiuta ad aprirsi, col passare delle ore ne spegne i profumi e ne appiattisce il gusto. Conservarlo bene non richiede strumenti speciali, ma qualche attenzione sì.

La regola di partenza è semplice: il nemico del vino aperto sono l’aria, il calore e la luce.

Per questo la prima cosa da fare è richiudere la bottiglia subito dopo aver servito, con il tappo originale o con un tappo a vite o in silicone che chiuda bene. Poi va riposta in un luogo fresco e buio. Il frigorifero, in questo caso, è un alleato per quasi tutti i vini, perché il freddo rallenta i processi che lo fanno invecchiare. I rossi si tirano fuori una mezz’ora prima di servirli, per farli tornare alla giusta temperatura.

I vini bianchi vanno in frigorifero, in piedi, ben chiusi. Di norma mantengono il loro carattere per 3-5 giorni, con un profumo che si fa via via meno vivace. Il consiglio è di berli entro questo tempo, preferibilmente nei primi giorni, quando la freschezza è ancora intatta.

I vini macerati sulle bucce, come il nostro AV01 Catarratto Orange, hanno una marcia in più: la struttura e i composti che si estraggono dalle bucce li rendono in genere più resistenti all’ossigeno rispetto a un bianco classico. Anche lui sta bene in frigorifero, ma conviene toglierlo qualche minuto prima di servirlo, perché troppo freddo chiude i profumi.

I rossi, invece, si conservano in un luogo fresco, lontano da fonti di calore. Se in casa fa caldo, meglio il frigorifero, poi si lascia riposare a temperatura ambiente prima del bicchiere.

Il Marsala è un discorso a parte. Essendo un vino fortificato, con una gradazione più alta, resiste molto meglio all’aria rispetto a un vino da tavola, e una bottiglia aperta può accompagnarvi per diverse settimane. Va tenuta in piedi, ben chiusa, in un luogo fresco e al riparo dalla luce; in frigorifero se preferite. 

Qualche piccolo accorgimento in più può aiutare. Se la bottiglia è quasi vuota, travasate il vino in un contenitore più piccolo, in modo che resti meno aria a contatto. Evitate di lasciare la bottiglia vicino ai fornelli, sul davanzale o in una dispensa calda. Esistono anche tappi con pompetta per togliere l’aria o sistemi a gas inerte, utili se aprite spesso bottiglie di pregio, ma non sono indispensabili per un uso quotidiano.

E se, dopo qualche giorno, il vino ha perso un po’ di smalto? Non buttatelo: un bianco stanco è perfetto per un risotto, e un rosso per uno stufato.

In fondo, il segreto è lo stesso di ogni buona tavola: un po’ di attenzione, un po’ di calma, e un vino che merita di essere bevuto con piacere fino all’ultimo bicchiere.

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