Lo zen e la cerimonia del tè

“The Book of Tea” o in italiano Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un saggio breve ma straordinariamente denso, pubblicato nel 1906 e ancora oggi sorprendentemente attuale. Il libro usa la cerimonia del tè come lente attraverso cui osservare la filosofia zen, l’estetica, la spiritualità e persino la critica alla modernità. Eppure, a rileggerlo con occhi diversi, emerge una trama nascosta: il tè e il vino, bevande lontanissime per geografia e cultura, percorrono strade straordinariamente parallele. Tutto inizia dalla terra.  La Camellia sinensis — la pianta del tè — affonda le radici in una storia millenaria che si perde nella leggenda cinese, attribuita all’imperatore Shennong intorno al 2737 a.C.  La vite, Vitis vinifera, vanta origini altrettanto remote, coltivata nel Caucaso almeno ottomila anni fa. Entrambe le piante hanno accompagnato l’umanità attraverso civiltà, religioni e imperi, diventando molto più che semplici colture: simboli di identità culturale, veicoli di rito e spiritualità. Il ciclo vitale lungo e nobile accomuna le due piante. Una vecchia pianta di tè può vivere secoli, e le foglie dei cespugli più antichi sono le più pregiate — proprio come i vigneti vecchi (old vines) producono uve concentrate e complesse, dove la lentezza diventa virtù. In entrambi i casi, il tempo non è nemico ma maestro. Uno dei capitoli più affascinanti del libro è la storia dell’evoluzione del tè attraverso le dinastie cinesi. Nella dinastia Tang il tè veniva compresso in mattoni e poi sbriciolato e bollito; nella Song si passò alla polvere fine battuta con acqua calda in una ciotola — il precursore del matcha; infine, nella Ming, si affermò l’infusione delle foglie intere, il metodo che usiamo ancora oggi. Questa progressione ha un’eco sorprendente nella storia del vino. Per secoli l’uva venne pigiata con i piedi o torchiata con forza bruta, estraendo tutto — zuccheri, tannini, amarezze. Poi, gradualmente, la vinificazione si è raffinata: la pressatura soffice, oggi tecnica cardine per i vini bianchi e i grandi Champagne, permette di ottenere solo il succo più puro, delicato, aromatico. In entrambe le tradizioni, l’evoluzione tecnica ha seguito la stessa direzione: meno violenza, più rispetto per la materia. Come se il tempo avesse insegnato a entrambe le culture che la vera complessità si ottiene con la gentilezza. Okakura dedica pagine memorabili all’estetica degli utensili da tè. La cerimonia del tè giapponese (chanoyu) diede impulso a una fioritura straordinaria della ceramica: le ciotole raku, irregolari e volutamente imperfette, le teiere kyusu in terracotta di Yixing, i chawan dalle smaltature imprevedibili. Ogni pezzo è un’opera d’arte concepita per la mano e per l’anima, non per l’occhio soltanto. Il vino ha generato un universo parallelo di oggetti. La bottiglia di vetro, nata in forma cilindrica nel Settecento, si è moltiplicata in infinite varianti: la bordolese alta e severa, la borgognona dalle spalle morbide, l’alsaziana allungata come un flauto, la champenoise pesante e resistente alla pressione. Poi i calici, e qui l’analogia si fa quasi speculare con la ciotola da tè, studiati per ogni vitigno, ogni regione, ogni stile: il calice da Borgogna ampio e rotondo che raccoglie i profumi come una conchiglia, quello da Champagne che libera le bollicine in una colonna precisa. In entrambi i mondi, generazioni di artigiani e artisti hanno dedicato la vita a perfezionare un contenitore per una bevanda. Il contenitore diventa liturgia. Okakura insiste su un punto fondamentale: la cerimonia del tè non è galateo, è filosofia incarnata. Ogni gesto, il modo di tenere il mestolo, la direzione in cui si gira la ciotola, il silenzio tra un’azione e l’altra, esprime i principi zen di armonia, rispetto, purezza e tranquillità. Il tōcha, il maestro del tè, non serve una bevanda: offre un momento di presenza totale. Il servizio del vino nei grandi ristoranti e nelle cantine storiche ha sviluppato una propria liturgia altrettanto codificata. Il sommelier che presenta la bottiglia, il taglio della capsula, il gesto del stappo, la prima mescita nel calice del degustatore, l’attesa, tutto questo non è semplice tecnica, è teatro e rispetto.  Entrambe le tradizioni hanno capito che il modo in cui si offre una bevanda trasforma l’atto del bere in qualcosa di superiore. Leggere Okakura oggi, con questa chiave di lettura, rivela qualcosa di commovente: culture lontanissime, partendo da due foglie diverse, hanno sviluppato risposte simili alle stesse domande profonde. Come onoriamo il tempo? Come trasformiamo il quotidiano in sacro? Come la materia grezza — una foglia, un grappolo — diventa bellezza e significato? Sarà per questo che in Cantina abbiamo diverse tipologie di tè, il bollitore per arrivare alla corretta temperatura per ogni infusione e le tazze, ognuna diversa? Il tè e il vino non sono semplicemente bevande. Sono, come scriveva Okakura del tè, “una religione dell’arte di vivere”.  E forse, in fondo, lo sono entrambi. Tutte le notizie ralloweblog Lo zen e la cerimonia del tè “The Book of Tea” o in italiano Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un saggio breve ma straordinariamente denso, pubblicato nel 1906 e ancora oggi sorpre ralloweblog Il legno e il vino, una storia lunga quanto la civiltà Tutto inizia molto prima di quanto si possa immaginare. Le prime testimonianze dell’uso del legno per conservare e trasportare il vino ci arrivano dagli assiro-babilonesi, ch Pressralloweblog Nuovo quattro ante Rallo Nuovo quattro ante Rallo Rivisto, rinnovato, essenziale.  Dopo mesi di lavoro sui contenuti, sulla struttura narrativa e sull’identità visiva, abbiamo da poco mandato in st ralloweblog AntePrima 2026 AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua pr ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Tutte le notizie Galleria fotografica Prova nuova Prova nuova facciamo sempre una prova

Il legno e il vino, una storia lunga quanto la civiltà

Tutto inizia molto prima di quanto si possa immaginare. Le prime testimonianze dell’uso del legno per conservare e trasportare il vino ci arrivano dagli assiro-babilonesi, che utilizzavano antenati rudimentali delle botti: grossi tronchi di palma scavati e chiusi da un coperchio in legno. Non esisteva ancora la tecnologia per la produzione delle doghe, ma l’intuizione era già lì: il legno, leggero e resistente, aveva tutto ciò che la terracotta non poteva offrire: praticità, solidità, trasportabilità. Il concetto di cessione di essenze era ancora lontano. Il legno veniva scelto semplicemente in base alla disponibilità. Fu solo con il tempo  che ci si accorse di qualcosa di straordinario: il vino trasportato per un certo periodo in un determinato legno acquisiva caratteristiche migliori. Più profondo, più complesso, più vivo.  Oggi sappiamo cosa accade dentro una botte. Il legno permette una lenta permeazione dell’ossigeno grazie alla sua naturale porosità, e al tempo stesso cede al vino una serie di sostanze estraibili in soluzione idroalcolica: tannini, cumarine, lattoni, fenoli volatili, aldeidi. Un bouquet di molecole capace di evocare la vaniglia, le spezie dolci, la mandorla, il cocco, il chiodo di garofano, la cannella. La tostatura delle doghe amplifica ulteriormente questo processo, favorendo la formazione e il rilascio di queste sostanze aromatiche. Il legno più utilizzato è la quercia, il rovere, selezionato da specifici biotipi e aree geografiche. Del tronco si utilizza il durame, la zona più compatta e resistente.  Là dove la viticoltura era particolarmente sviluppata, il falegname diventava bottaio, un artigiano specializzato, capace di costruire vasi vinari delle più disparate dimensioni con una precisione tutta manuale. Marsala, nel XVIII secolo, era uno di quei luoghi. Lo sviluppo del vino Marsala aveva generato un artigianato locale fiorente: erano decine le botteghe che affollavano la città ancora negli anni Sessanta del Novecento. Le cantine più grandi — le industrie ante litteram — producevano le proprie botti internamente. È il caso della storica cantina dei Florio, su cui oggi insiste l’Azienda Agricola Rallo. Lo sappiamo perché la storia, a volte, lascia le sue tracce nei posti più inaspettati: nella parte oggi adibita a magazzino delle materie finite, è stata ritrovata una serie di attrezzi da bottaio, un corredo non completo, ma straordinariamente eloquente. Testimoni silenziosi di un’epoca e di un sapere artigianale che appartengono ormai alla storia. Quegli attrezzi non erano standardizzati. Le loro forme dipendevano dalla conoscenza e dall’esperienza di chi li costruiva, utensili plasmati sulle proprie mani e sul proprio lavoro, irripetibili come le botti che producevano. Quella stagione artigianale si è conclusa. L’introduzione dei recipienti in acciaio e dei tank in metallo ha trasformato il paesaggio delle cantine, e con esso il mestiere del bottaio. Ma il legno non ha mai smesso di fare il suo lavoro, paziente, discreto, essenziale. Nelle cantine Rallo, quella storia continua a vivere. Non solo negli attrezzi ritrovati, ma in ogni botte in cui oggi fanno un passaggio i nostri vini, alcuni come il marsala anche per tanti tanti anni, trasformando il tempo in profumo, la materia in emozione. Perché certe alleanze, quando sono davvero profonde, non si spezzano del tutto. Tutte le notizie ralloweblog Il legno e il vino, una storia lunga quanto la civiltà Tutto inizia molto prima di quanto si possa immaginare. Le prime testimonianze dell’uso del legno per conservare e trasportare il vino ci arrivano dagli assiro-babilonesi, ch Pressralloweblog Nuovo quattro ante Rallo Nuovo quattro ante Rallo Rivisto, rinnovato, essenziale.  Dopo mesi di lavoro sui contenuti, sulla struttura narrativa e sull’identità visiva, abbiamo da poco mandato in st ralloweblog AntePrima 2026 AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua pr ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Tutte le notizie Galleria fotografica Prova nuova Prova nuova facciamo sempre una prova testo Tutte le notizie Galleria fotografica Pr Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c

Nuovo quattro ante Rallo

Nuovo quattro ante Rallo Rivisto, rinnovato, essenziale.  Dopo mesi di lavoro sui contenuti, sulla struttura narrativa e sull’identità visiva, abbiamo da poco mandato in stampa il nuovo depliant aziendale Rallo: un quattro ante elegante e funzionale, pensato per raccontare con chiarezza ed emozione chi siamo, cosa facciamo, in cosa crediamo.  La forma resta, il contenuto si evolve. Non abbiamo stravolto il formato — il quattro ante si è dimostrato nel tempo la dimensione ideale per comunicare efficacemente senza disperdere l’attenzione — ma abbiamo rinnovato contenuti e grafica, rendendoli più contemporanei, più diretti, più fedeli alla nostra identità attuale. Il risultato è uno strumento di comunicazione che riesce a riassumere con poche battute l’intero nostro universo, dalla storia che ci ha generati alla visione che ci guida, dai territori che coltiviamo ai vini che produciamo, dalla filosofia produttiva alle certificazioni che testimoniano il nostro impegno. Il cuore del depliant è  dedicato ai nostri prodotti, presentati secondo una classificazione chiara e intuitiva che rispecchia la nostra organizzazione di gamma: I Classici — i vini base, rappresentano la nostra tradizione consolidata e la solidità del nostro saper fare.  I Monovarietali — l’espressione più pura e riconoscibile dei nostri vitigni autoctoni: Catarratto ma anche Grillo, Zibibbo, Insolia. Vini che celebrano l’identità varietale. Le Selezioni — le nostre etichette di punta, quelle che nascono dalle vigne migliori, dalle annate eccezionali, dalla selezione rigorosa. Vini che raccontano il massimo potenziale espressivo dei nostri terroir. I Fuori Pasto — i vini da meditazione, da dessert, da abbinamenti creativi come il Passito di Pantelleria e il Marsala nelle sue diverse tipologie. La Dispensa — l’estensione naturale del nostro mondo vitivinicolo: grappa ed olio, specialità che completano l’esperienza del territorio siciliano autentico. Le tre forme geometriche che richiamano visivamente i tre territori di appartenenza della nostra produzione compaiono anche qui definendo la nostra identità: Marsala — la culla storica della famiglia Rallo, la città che ha dato i natali al vino liquoroso più celebre d’Italia, il luogo dove tutto è iniziato e dove continuiamo a produrre i nostri Marsala DOC con metodo tradizionale. Alcamo — il nostro presente produttivo, le colline di Pattipiccolo dove si estendono i vigneti storici della famiglia Vesco, terra argillosa e generosa che nutre le nostre vigne biologiche e biodinamiche. Pantelleria — l’isola del vento e del sole africano, dove coltiviamo Zibibbo in condizioni estreme per produrre Passiti di rara intensità ed eleganza. Un terroir unico al mondo, patrimonio UNESCO. Completano il depliant le certificazioni che testimoniano concretamente il nostro impegno quotidiano, DOP Valli Trapanesi per l’olio, Bioagricert, IFS Food. Non sono solo bollini da esibire: sono impegni concreti, verifiche costanti, garanzie per chi sceglie i nostri prodotti. Il depliant è realizzato in doppia lingua — italiano e inglese — distinte anche cromaticamente. Ogni sezione del depliant è corredata di QR code dedicati, pensati per chi desidera approfondire, scoprire di più, un ponte tra la fisicità della carta e le infinite possibilità narrative del digitale. Il nuovo quattro ante Rallo sarà utilizzato in molteplici contesti: è pensato per essere consultato rapidamente da chi cerca informazioni essenziali, ma anche per essere conservato da chi vuole portare con sé un pezzo della nostra storia e del nostro mondo. Perché raccontarsi con chiarezza, autenticità ed eleganza non è solo una questione di comunicazione: è un atto di rispetto verso chi sceglie i nostri vini e vuole conoscere le mani, la terra, le storie che stanno dietro ogni bottiglia. Tutte le notizie Pressralloweblog Nuovo quattro ante Rallo Nuovo quattro ante Rallo Rivisto, rinnovato, essenziale.  Dopo mesi di lavoro sui contenuti, sulla struttura narrativa e sull’identità visiva, abbiamo da poco mandato in st ralloweblog AntePrima 2026 AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua pr ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. 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AntePrima 2026

AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua promessa: uno sguardo privilegiato su ciò che verrà, un assaggio di futuro ancora fresco di cantina.  Lo scorso lunedì 30 marzo 2026, il Saccharum di Altavilla Milicia ha fatto da cornice a una giornata intensa e ricca di emozioni. La location ha accolto ospiti e appassionati in un’atmosfera calda e raccolta, perfetta per celebrare l’inizio di una nuova stagione.  Il pomeriggio ha preso il via alle 14.30 con l’incontro dedicato alla rete commerciale: agenti e collaboratori delle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Messina e Milano si sono ritrovati attorno al tavolo per scoprire in anteprima le novità dell’annata.  Un momento di confronto vivace e partecipato, che ha dato subito il tono alla giornata. Andrea Vesco, insieme anche all’amico sommelier Giuseppe Vultaggio, ha raccontato le nuove annate e le nuove etichette.  A partire dalle 16.00 i banchi di assaggio hanno aperto le porte ai clienti, e la risposta è stata una partecipazione numerosa e curiosa, con calici alzati e tante conversazioni intorno ai nuovi vini. Protagonisti della degustazione, i due nuovi ingressi in famiglia: il Catarratto Lucido, ultima espressione della linea dei Monovarietali, che si distingue per la sua freschezza e la sua identità varietale netta, e il Ghibli, una Malvasia low alcol entrata a far parte della famiglia delle Selezioni con personalità e leggerezza. Entrambe le etichette hanno suscitato interesse e curiosità, confermando una direzione di ricerca che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Notevole anche l’apprezzamento per le nuove annate dei vini bianchi appena imbottigliati. A completare la giornata, la mano generosa del patron di casa Gioacchino Gargano, che ha deliziato i presenti con una selezione di piccoli lievitati artigianali: bocconi precisi e profumati, capaci di esaltare ogni sorso senza mai sovrastarlo. Un pomeriggio riuscito, che ha lasciato il segno. E già si pensa al prossimo anno. Tutte le notizie ralloweblog AntePrima 2026 AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua pr ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Tutte le notizie Galleria fotografica Prova nuova Prova nuova facciamo sempre una prova testo Tutte le notizie Galleria fotografica Pr Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri

Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977)

Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua grazia. È quello di Pepita Misuraca: genovese di nascita, siciliana d’adozione, donna libera in un’epoca in cui la libertà femminile era ancora un territorio da conquistare. I suoi diari — undici quaderni scritti tra il 1960 e il 1977, oggi raccolti nel volume Gli occhiali rosa a cura del pronipote Giorgio Belli dell’Isca, edito da Il Palindromo — restituiscono al lettore una voce rara: quella di chi osserva senza giudicare, descrive senza compiacenza, racconta senza nostalgia. Definire Pepita Misuraca è operazione necessariamente parziale. Era una scrittrice mancata? Una viaggiatrice? Un’intellettuale di provincia? Nulla di tutto questo, o tutto insieme. Ciò che emerge con forza dalla lettura dei suoi quaderni è la sua totale indipendenza di sguardo: un anticonformismo vissuto non come postura ideologica, ma come attitudine naturale, come modo di stare al mondo. Nata a Genova, approda in Sicilia per amore — di un uomo, di una terra, di un’atmosfera — Pepita sceglie Palermo e Cefalù come laboratorio umano. Osserva. Ascolta. Prende nota. Lo fa con una penna pacata anche quando l’animo è agitato, con una scrittura che si ferma sui colori del paesaggio, sui suoni, sugli odori, sulla musica che filtra dalle finestre aperte. Una musica che, leggendo il testo, sembra comparire improvvisamente anche alle orecchie del lettore, trasportato senza preavviso nel suo mondo. Rievocare la sua figura significa anche recuperare il senso di un’epoca in cui il viaggio era ancora scoperta pura, priva della sovrabbondanza di immagini e narrazioni che caratterizza il turismo contemporaneo. I viaggi erano luoghi di storie, non solo pernottamenti. E Pepita sapeva ascoltarle le storie. Tra le pagine dei quaderni compaiono nomi destinati a segnare la cultura italiana del Novecento: Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, l’editore Flaccovio, il pittore Bruno Caruso. Non come comparse o citazioni di prestigio, ma come presenze vive, con i loro umori, le loro conversazioni, le loro contraddizioni. Pepita li ritrae con la leggerezza di chi non cerca il ritratto ufficiale ma la verità del momento. La Sicilia degli anni Sessanta e Settanta — con le sue trasformazioni culturali, le tensioni sociali, il fermento intellettuale — è lo sfondo vivo di questa narrazione. Una Sicilia che Pepita non mitizza né semplifica, ma racconta dall’interno, con la curiosità affettuosa di chi ha scelto di appartenervi. Il titolo del libro è perfetto: Gli “occhiali rosa” di Pepita non sono ingenuità né illusione: sono una scelta consapevole e coraggiosa.  Guardare il mondo con lenti che attenuano il grigio, che cercano la sfumatura invece della sentenza, che preferiscono la comprensione al giudizio — tutto questo richiede, paradossalmente, più coraggio che cinica lucidità. In questo senso il libro di Pepita Misuraca è un atto politico sottile: propone un modello di femminilità intellettuale e indipendente che negli anni Sessanta era tutt’altro che scontato, e che risulta sorprendentemente attuale. Lo sguardo sul ruolo delle donne, sulle relazioni, sulla libertà personale è quello di chi aveva già fatto, in silenzio, la propria rivoluzione. Che questi undici quaderni siano arrivati fino a noi è già di per sé una storia. Giorgio ha fatto ciò che pochi eredi riescono a fare: ha avuto il coraggio di aprire quei quaderni, di leggerli con rispetto, e di riconoscere in quelle pagine qualcosa che meritava di uscire dall’archivio familiare per diventare patrimonio collettivo. La casa editrice Il Palindromo è sicuramente il luogo giusto per accogliere questa voce.  Scrivere, come faceva Pepita, per guardare al passato, osservare il presente e immaginare il futuro: non è forse questo il compito più autentico della letteratura? Quegli occhiali rosa che Pepita Misuraca ha indossato per quasi vent’anni di vita palermitana sono ancora lì, tra le pagine dei suoi quaderni. E chi li indossa, anche solo per il tempo di una lettura, torna al mondo con lo sguardo leggermente cambiato. Più attento. Più leggero. Più umano. A questo libro abbiamo abbinato un calice di Alba Rosea, l’unico rosato in casa Rallo. Non è solo una questione di colore — anche se il rosa degli occhiali di Pepita e quello nel calice si parlano con naturale simpatia. È una questione di carattere. Alba Rosea nasce da uve Perricone, una cultivar forte, capace di regalare struttura e corpo imponenti quando vinificata in rosso. Nella versione rosato, quella stessa forza non scompare: si ingentilisce, si affina, si addolcisce senza perdere la propria identità.  Esattamente come Pepita. Una donna dal carattere deciso e dalla penna precisa, capace però di guardare il mondo con una dolcezza rara. Forte e delicata insieme. Radicata e leggera. Un abbinamento che non avremmo potuto non fare. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) MENÙ IT ・EN Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua iron Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 MENÙ IT ・EN Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. 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Opuscolo Prodotti Rallo

Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre ter ralloweblog Wine Paris 2026 MENÙ IT ・EN Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) MENÙ IT ・EN Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua iron Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 MENÙ IT ・EN Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 MENÙ IT ・EN Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nes Pressralloweblog Report vendemmia 2024 MENÙ IT ・EN Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barri ralloweblog Quando l’anima sa leggere MENÙ IT ・EN Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana co

Wine Paris 2026

Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, supportata dall’IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio), per raccontare al mondo la nostra visione del vino siciliano. “È importante per noi partecipare a questa fiera“, spiega Andrea Vesco, “perché è la prima fiera internazionale di settore, quella che sta crescendo maggiormente e si sta affermando sia tra i produttori che tra i compratori“. Wine Paris rappresenta il punto d’incontro privilegiato tra i migliori produttori mondiali e importatori, distributori, sommelier, giornalisti e buyer della grande distribuzione specializzata. Un’occasione unica per consolidare relazioni commerciali esistenti e aprire nuovi mercati. Ciò che rende davvero efficace la nostra presenza è la dimensione collettiva della delegazione siciliana. “Essere insieme agli altri colleghi con il supporto dell’Istituto è stato fondamentale“, rimarca Andrea, “perché questo facilita la partecipazione e aggiunge valore attraverso la forza della regione, che sicuramente va oltre la partecipazione individuale“. Presentarsi come sistema-Sicilia, con un’identità territoriale forte e riconoscibile, moltiplica la visibilità di ogni singolo produttore e rafforza la percezione qualitativa complessiva dell’offerta isolana. In un mercato sempre più competitivo, la capacità di fare squadra diventa un asset decisivo. All’interno di questa cornice collettiva, ogni produttore porta la propria identità. Quella di Rallo è chiara: specializzazione estrema sui vitigni autoctoni della provincia di Trapani, esclusivamente in biologico. Non dispersione, non rincorsa delle mode varietali internazionali, ma focalizzazione assoluta su ciò che questo territorio sa fare meglio: Catarratto, Grillo, Zibibbo, Insolia, Malvasia. I vitigni che qui affondano le radici da secoli, evoluti con il clima, il suolo e la cultura locale. Lavoriamo su questi vitigni sia in verticale che in orizzontale: esploriamo lo stesso vitigno in diverse espressioni (come le quattro versioni di Catarratto: Carta d’Oro, Beleda, AV01, Lucido) e in diverse annate, mostrando come il tempo e le condizioni climatiche ne influenzino il carattere. “Il valore siciliano“, riflette Andrea Vesco, “forse è quello della tradizione rispetto anche alla possibilità di interpretare l’isola in maniera diversa“. La Sicilia vitivinicola vive una fase straordinaria: forte di un patrimonio ampelografico ricchissimo, sta reinventando se stessa con approcci produttivi innovativi. Un ritorno all’essenziale, alla naturalità, alla fiducia nei processi spontanei – esattamente la filosofia che guida la nostra produzione biologica e biodinamica. Un cambiamento importante riguarda il rapporto con l’alcol. “Sarà orientato al contenimento della gradazione alcolica”, prevede Vesco. “Alto tenore alcolico non è più sinonimo di qualità. Oggi l’equilibrio diventa prevalente“. I consumatori cercano bevibilità, freschezza, eleganza. Vini meno impegnativi, più immediati, capaci di dialogare con le nuove generazioni. La partecipazione a Wine Paris 2026 è stata molto più di una semplice presenza fieristica: un momento di confronto con il mercato internazionale, un’occasione per testare nuove proposte, raccogliere feedback, intuire tendenze emergenti. È stata la possibilità di raccontare dal vivo la storia dei nostri vini, di far assaggiare direttamente la differenza che fanno la coltivazione biologica, la vendemmia manuale, la vinificazione rispettosa, l’affinamento paziente. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 MENÙ IT ・EN Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) MENÙ IT ・EN Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua iron Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 MENÙ IT ・EN Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. 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Report Vendemmia 2025

Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature miti, oscillanti tra i 22 e i 30 gradi centigradi, hanno contribuito a rallentare i tempi della raccolta, permettendo tuttavia una maturazione più graduale e controllata che ha favorito lo sviluppo qualitativo delle uve. Dopo due campagne vitivinicole particolarmente difficili, segnate rispettivamente dalla peronospora e dalla siccità, il 2025 rappresenta il ritorno alla normalità. Il clima ha giocato un ruolo favorevole durante tutto il ciclo di sviluppo della pianta, garantendo condizioni ideali per la crescita delle viti e permettendo di recuperare quella stabilità produttiva che caratterizza le migliori annate. L’annata 2025 si è contraddistinta per un regime pluviometrico più abbondante rispetto l’anno precedente, con precipitazioni concentrate principalmente nei mesi invernali di febbraio e marzo. Questa distribuzione delle piogge ha fornito alle viti le riserve idriche necessarie per una ripresa vegetativa vigorosa, mentre le temperature, pur risultando leggermente superiori alla media stagionale, non hanno mai raggiunto picchi eccessivi. Le ampie escursioni termiche tra giorno e notte hanno preservato le vigne dallo stress termico, favorendo una maturazione equilibrata e graduale. La presenza di acqua nel terreno ha dato impulso alla ripresa vegetativa delle viti, che si sono presentate sin dalle prime fasi fenologiche in condizioni di salute ottimali e con uno sviluppo rigoglioso. Le fasi cruciali di fioritura e allegagione si sono svolte nel migliore dei modi, garantendo il regolare svolgimento del ciclo vegetativo e ponendo le basi per una produzione di qualità. L’attenta conduzione del vigneto ha permesso di raggiungere un equilibrio vegeto-produttivo ottimale. Particolare attenzione è stata dedicata al monitoraggio della maturazione delle uve e alla scelta dei momenti ideali per la raccolta di ciascuna varietà, aspetto fondamentale per preservare le caratteristiche organolettiche e garantire l’espressione del terroir. Dal punto di vista fitosanitario, l’annata non ha presentato problematiche significative, ad eccezione di alcuni appezzamenti circoscritti interessati per la prima volta dalla cicalina. Le uve raccolte sono risultate sane e hanno raggiunto un’ottimale maturazione sia aromatica che fenolica. Le uve hanno raggiunto la piena maturazione con un grado zuccherino non eccessivamente elevato, caratteristica che si tradurrà in vini dalla gradazione alcolica più contenuta rispetto alla media delle ultime annate, promettendo prodotti caratterizzati da maggiore armonia ed eleganza. Particolarmente favorevoli sono risultate le condizioni per i vitigni a bacca bianca, soprattutto Catarratto, Zibibbo e Grillo, che hanno mostrato eccellenti caratteristiche qualitative. Anche le uve rosse hanno registrato rese ottimali. L’unico problema significativo riscontrato rimane la crescente mancanza di manodopera, una criticità sempre più attuale nel settore vitivinicolo che richiede soluzioni strutturali e un ripensamento delle dinamiche lavorative del comparto. Parallelamente, considerando i continui cambiamenti climatici in atto, emerge la necessità di riflettere sulle crescenti difficoltà nell’affrontare le malattie della vite utilizzando esclusivamente prodotti biologici, valutando a livello legislativo un maggiore approccio alla lotta integrata, strategia che potrebbe offrire soluzioni più efficaci e sostenibili. La vendemmia 2025 si preannuncia più generosa rispetto all’anno precedente, anche se i dati definitivi saranno disponibili solo al termine delle operazioni di raccolta. La vendemmia per le uve a bacca bianca è già stata completata, mentre per le uve rosse proseguirà ancora per una o due settimane. Tutte le uve prodotte nei vigneti di proprietà sono coltivate in regime biologico certificato. La certificazione biologica è rilasciata da Bioagricert di Casalecchio di Reno con il numero operatore A55H, garantendo il rispetto dei più rigorosi standard di sostenibilità ambientale. La vendemmia 2025 è stata buona, tuttavia le sfide legate ai cambiamenti climatici e alla carenza di manodopera richiedono un’attenzione costante e strategie innovative per garantire la sostenibilità e l’eccellenza del settore vitivinicolo nel lungo termine. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 MENÙ IT ・EN Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 MENÙ IT ・EN Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nes Pressralloweblog Report vendemmia 2024 MENÙ IT ・EN Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barri ralloweblog Quando l’anima sa leggere MENÙ IT ・EN Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. 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Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024

Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi castelli circondati da vigneti. C’era una volta la Mosella nel suo tratto più affascinante e ricco di storia, quello tedesco, dove sorge una delle regioni vitivinicole più interessanti al mondo. E poi… e poi c’eravamo noi…! #RalloDiscover è un progetto nato dalla collaborazione con un nostro caro amico, Francesco Pensovecchio, nonché guida impeccabile nel viaggio appena concluso, che ci ha visto protagonisti alla scoperta di un meraviglioso territorio vocato prevalentemente alla produzione di vini bianchi. E’ stato fantastico scoprire come la luce dei raggi solari a cui siamo abituti, venga altrove sfruttata al massimo, grazie ai ripidi pendii, all’esposizione dei vigneti e al fiume che la riflette. Sono i vigneti a rendere questo panorama unico al mondo: il sistema di allevamento tradizionale di questa zona, il “Moselpfahlerziehung”, impiegato fin dal I secolo dai Romani, prevede che ciascuna vite venga fissata ad un singolo palo e che i due tralci principali siano piegati e legati fra loro, a volte formando anche un cuore. Il suolo è costituito prevalentemente da ardesia e conferisce in bocca sentori minerali e una spiccatissima acidità. #Rallo Discover è un format destinato ai più giovani che ripeteremo sicuramente il prossimo anno, quattro giorni di scoperte e confronto alla ricerca di territori unici. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 MENÙ IT ・EN Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nes Pressralloweblog Report vendemmia 2024 MENÙ IT ・EN Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barri ralloweblog Quando l’anima sa leggere MENÙ IT ・EN Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana co