Wine Paris 2026

La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, supportata dall’IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio), per raccontare al mondo la nostra visione del vino siciliano.

È importante per noi partecipare a questa fiera“, spiega Andrea Vesco, “perché è la prima fiera internazionale di settore, quella che sta crescendo maggiormente e si sta affermando sia tra i produttori che tra i compratori“.

Wine Paris rappresenta il punto d’incontro privilegiato tra i migliori produttori mondiali e importatori, distributori, sommelier, giornalisti e buyer della grande distribuzione specializzata. Un’occasione unica per consolidare relazioni commerciali esistenti e aprire nuovi mercati.

Ciò che rende davvero efficace la nostra presenza è la dimensione collettiva della delegazione siciliana. “Essere insieme agli altri colleghi con il supporto dell’Istituto è stato fondamentale“, rimarca Andrea, “perché questo facilita la partecipazione e aggiunge valore attraverso la forza della regione, che sicuramente va oltre la partecipazione individuale“.

Presentarsi come sistema-Sicilia, con un’identità territoriale forte e riconoscibile, moltiplica la visibilità di ogni singolo produttore e rafforza la percezione qualitativa complessiva dell’offerta isolana. In un mercato sempre più competitivo, la capacità di fare squadra diventa un asset decisivo. All’interno di questa cornice collettiva, ogni produttore porta la propria identità. Quella di Rallo è chiara: specializzazione estrema sui vitigni autoctoni della provincia di Trapani, esclusivamente in biologico. Non dispersione, non rincorsa delle mode varietali internazionali, ma focalizzazione assoluta su ciò che questo territorio sa fare meglio: Catarratto, Grillo, Zibibbo, Insolia, Malvasia. I vitigni che qui affondano le radici da secoli, evoluti con il clima, il suolo e la cultura locale. Lavoriamo su questi vitigni sia in verticale che in orizzontale: esploriamo lo stesso vitigno in diverse espressioni (come le quattro versioni di Catarratto: Carta d’Oro, Beleda, AV01, Lucido) e in diverse annate, mostrando come il tempo e le condizioni climatiche ne influenzino il carattere.

Il valore siciliano“, riflette Andrea Vesco, “forse è quello della tradizione rispetto anche alla possibilità di interpretare l’isola in maniera diversa“. La Sicilia vitivinicola vive una fase straordinaria: forte di un patrimonio ampelografico ricchissimo, sta reinventando se stessa con approcci produttivi innovativi. Un ritorno all’essenziale, alla naturalità, alla fiducia nei processi spontanei – esattamente la filosofia che guida la nostra produzione biologica e biodinamica. Un cambiamento importante riguarda il rapporto con l’alcol. “Sarà orientato al contenimento della gradazione alcolica”, prevede Vesco. “Alto tenore alcolico non è più sinonimo di qualità. Oggi l’equilibrio diventa prevalente“. I consumatori cercano bevibilità, freschezza, eleganza. Vini meno impegnativi, più immediati, capaci di dialogare con le nuove generazioni.

La partecipazione a Wine Paris 2026 è stata molto più di una semplice presenza fieristica: un momento di confronto con il mercato internazionale, un’occasione per testare nuove proposte, raccogliere feedback, intuire tendenze emergenti. È stata la possibilità di raccontare dal vivo la storia dei nostri vini, di far assaggiare direttamente la differenza che fanno la coltivazione biologica, la vendemmia manuale, la vinificazione rispettosa, l’affinamento paziente.

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