La nuova etichetta Rallo
Il vino è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione, parziale o totale, del succo del frutto della vite, dell’uva; ma non è una bevanda qualunque e non è neppure una bevanda ma, ad onor del vero, un alimento.
Infatti, svolge ed ha svolto un ruolo culturale e anche rituale nelle società presso cui viene e veniva prodotto; per queste ragioni è anche più di un semplice alimento, si tratta di un prodotto culturale complesso, fortemente legato al territorio, di cui nel modo che gli è proprio, ne rappresenta alcune peculiarità. Il modo con cui il vino è presentato dovrebbe, nel rispetto dell’identità specifica, essere sinteticamente raccontato attraverso il suo packing il cui elemento principale, è costituito dall’etichetta.
Tutte le etichette Rallo nascono seguendo una progettazione accurata e contengono illustrazioni e grafiche che si prefiggono di raccontare delle storie: una narrazione per ogni vino, una rappresentazione per immagini e colori supportate da poche, pochissime righe. Nulla è lasciato al caso; forme e colori si modulano affinché esaltino il pregio e l’unicità del prodotto diventando il primo strumento e mezzo di comunicazione.
Per avviare il racconto del nuovo Catarratto a fermentazione spontanea, zero solfiti aggiunti, ci siamo basati sulla nostra storia, una storia iniziata ad Alcamo, tra i campi di grano ed orzo e qualche vigna.
Sappiamo tutti che una storia, per essere davvero tale, ha bisogno almeno di un protagonista e noi ne abbiamo uno di eccellenza, Andrea. Direttamente o indirettamente, chi conosce Rallo conosce anche Andrea che coordina le diverse professionalità che contribuiscono al mantenimento ed allo sviluppo dell’azienda e, curando personalmente e scrupolosamente tutte le fasi della produzione, dalla coltivazione delle uve all’imbottigliamento del vino, garantisce che ogni sorso di Rallo sia sempre all’altezza delle aspettative di tutti coloro che partecipano da fruitori consumatori alla vita della cantina.
Un vino non convenzionale, trasferisce più fedelmente di quelli convenzionali, i tratti identitari del luogo di produzione. Ecco allora comparire l’indicazione del vitigno come una sorta di firma, una parte importante anche cromaticamente dell’etichetta.
Il vino, nella sua innegabile complessità, deve arrivare al cuore del pubblico senza mediazioni, in maniera semplice e diretta, dovrebbe regalare un’emozione, soddisfare l’essenziale bisogno di effimero. Nostro obiettivo in relazione al packing è stato quello di realizzare qualcosa di distintivo, che sia in grado di trasmettere il valore del prodotto e le sue specificità, che crei immediato interesse in chi osserva e che sia capace di comunicare, senza perdersi in inutili rivoli semantici, la profondità delle sfumature organolettiche e culturali stratificate in un semplice sorso.
Speriamo di esserci riusciti, a voi l’ultima parola!
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