L’assaggio, Roald Dahl

L’Assaggio di Roald Dahl è un piccolo capolavoro della letteratura enologica, anche se lui, genio beffardo e allergico a ogni forma di etichetta, probabilmente avrebbe detestato questa definizione. Una tavola imbandita in un’elegante casa londinese, sei commensali, una bottiglia senza etichetta e una scommessa sempre più azzardata: il celebre gastronomo Richard Pratt deve riconoscere origine e annata del vino servito, affidandosi esclusivamente al proprio infallibile palato. Ma il vero protagonista del racconto non è il vino. È la vanità. Mike Schofield è un agente di borsa arricchitosi con facilità, animato dall’ambizione di apparire agli occhi degli altri come un uomo di cultura. Colleziona dipinti, libri rari, organizza cene sontuose per una ristretta cerchia di invitati selezionati. Il vino è il suo trofeo sociale; la scommessa, il suo palcoscenico. E Richard Pratt, gastronomo celebrato, degustatore impeccabile, ego smisurato, è lo strumento attraverso cui cerca la propria consacrazione. Con la consueta precisione chirurgica, Dahl tratteggia una commedia umana che va ben oltre il mondo del vino. Il suo bersaglio è l’eterna aspirazione a essere riconosciuti, ammirati, legittimati da chi consideriamo superiore. Il vino diventa così un linguaggio di status, un codice di appartenenza, una forma di potere simbolico. Perché scegliere una bottiglia rara, farla circolare tra gli ospiti giusti, osservare l’esperto mentre annusa, roteando il calice con studiata lentezza, non ha molto a che fare con il piacere. Ha a che fare con il prestigio. Con il desiderio di ricevere un’investitura. Con la speranza che qualcuno, finalmente, ci dica che siamo all’altezza. Il “degustatore sociale” è una figura che conosciamo bene. Lo incontriamo al ristorante, mentre studia la carta dei vini con l’aria di chi sta decifrando un testo sacro. Lo troviamo a cena quando monopolizza la conversazione parlando di tannini, mineralità e persistenza aromatica mentre gli altri, più semplicemente, mangiano e bevono. Si rifugia in un lessico specialistico che spesso serve più a delimitare un territorio che a condividere un’esperienza. Eppure sarebbe ipocrita fingere che il vino sia soltanto ciò che contiene la bottiglia. Ogni scelta porta con sé un corredo di significati, desideri e rappresentazioni. Fra questi, che ci piaccia o no, c’è anche una sottile gratificazione narcisistica: aver scoperto quella bottiglia, averla raccontata agli amici, averne spiegato la storia, averne riconosciuto le sfumature. In fondo, a volte speriamo che un po’ del fascino del vino si trasferisca su di noi. Dahl osserva tutto questo con uno sguardo lucido e spietato. Il racconto procede come un piano sequenza perfettamente orchestrato: le descrizioni minuziose sembrano rallentare il tempo, trattenere il respiro della scena, mentre il lettore avverte crescere una tensione quasi insostenibile. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni sorso aggiunge un tassello a una partita che appare sempre meno enologica e sempre più psicologica. E quando arriva il finale, Dahl compie il suo capolavoro morale. A sciogliere il nodo non sarà il più colto, né il più ricco, né il più esperto. Sarà la persona più discreta della stanza. Come spesso accade nei suoi racconti, la verità entra in scena senza fare rumore e lascia i vanitosi nudi davanti a se stessi. Dahl non perdona gli arroganti. Non li ha mai perdonati. Quale abbinamento abbiamo scelto per questo volume? Un calice di Lucido, Catarratto in purezza. Se Richard Pratt fosse stato siciliano — o semplicemente più onesto — avrebbe alzato il calice, osservato quella luce dorata attraversata dal sole e detto: questo vino non mente. Il Catarratto Lucido di Rallo non ha bisogno di scommesse per affermarsi. È un vino che nasce da un vitigno antico, profondamente intrecciato alla storia della Sicilia occidentale, e conserva qualcosa della sua terra: il vento che arriva dal mare, la polvere chiara delle colline di Alcamo, il sole delle giornate più luminose. Porta con sé una semplicità che non è povertà, ma essenzialità. Non è un vino costruito per impressionare. È un vino costruito per accompagnare. Non cerca l’effetto speciale, non pretende interpretazioni complesse, non obbliga chi lo beve a dimostrare qualcosa. Chiede soltanto attenzione. Quella forma rara di attenzione che nasce quando si smette di voler apparire e si torna a voler sentire. Forse è proprio questo il contrario della vanità raccontata da Dahl. Mentre Pratt usa il vino per esibire il proprio talento, il Catarratto invita a dimenticare il talento e ad ascoltare il piacere. Mentre la scommessa trasforma la bottiglia in un oggetto di potere, questo vino la restituisce alla sua funzione più autentica: creare una conversazione, accompagnare un pasto, unire le persone attorno a un tavolo. Pratt avrebbe perso anche con questo vino. Perché certi vini non si indovinano: si riconoscono. E per riconoscere qualcosa bisogna prima rinunciare alla tentazione di dimostrare tutto. L’essenziale è bianco. Anche in letteratura. Tutte le notizie Uncategorized L’assaggio, Roald Dahl ralloweblog Tre territori, un solo filo Un modo di conoscere il vino è quello che passa dalla sua scheda tecnica, dal vitigno, gradazione, temperatura di servizio, abbinamenti. Ma c’è un altro modo, più lento e ralloweblog La forza delle radici in un mercato che cambia C’è un momento, nella vita di un settore, in cui i numeri smettono di rassicurare e iniziano a porre domande. Il vino italiano sta vivendo questa fase da alcuni anni: i cons ralloweblog I vini bianchi dell’estate C’è un momento preciso in cui l’estate smette di essere una promessa e diventa una certezza. È quando la luce cambia, si fa più lenta, più dorata e l’unica ri ralloweblog La terra parla. Un grappolo d’uva sana contiene già tutto ciò che serve per fare un grande vino. Non servono correzioni, additivi o alchimie. Serve rispetto. Il biologico è, prima di tutt ralloweblog Identità Mediterranea C’è una parola che ritorna spesso quando si parla di vino siciliano: identità.  La si usa molto, talvolta a sproposito, come etichetta da appiccicare a qualsiasi bottiglia ralloweblog Una terra, tre racconti C’è un vitigno che racconta la Sicilia meglio di qualsiasi altro: il Catarratto. Radici profonde nella tradizione, una capacità rara di rispecchiare il territorio in modo f ralloweblog Coltivare il futuro C’è una parola che

I vini bianchi dell’estate

C’è un momento preciso in cui l’estate smette di essere una promessa e diventa una certezza. È quando la luce cambia, si fa più lenta, più dorata e l’unica risposta possibile è un bicchiere fresco tra le mani, qualcosa che sappia di territorio, di mare, di aria aperta. Da sempre bianchisti di territorio, in Rallo l’estate non è una stagione: è la stagione. Quella in cui i nostri vini trovano la loro dimensione più naturale, più vera. Vi suggeriamo quattro bianchi per quattro momenti diversi perché l’estate, se la si vive davvero, non è mai uguale a se stessa. Lucido — Catarratto, Pattipiccolo · Alcamo Inizia da qui, dalle colline assolate di Pattipiccolo, dove il Catarratto cresce da generazioni e ad agosto diventa quasi trasparente sotto il sole, lucido appunto. Questo è il vino della semplicità come forma suprema di eleganza: fresco, fragrante, con la sua vivacità agrumata e quella beverinità spontanea che non si spiega, si sperimenta. Undici gradi, nessuna pretesa, tutta la gioia. È il vino dei pranzi leggeri, della pasta con le vongole, del pesce alla griglia con una spruzzata di limone. Il vino che non chiede attenzione, la merita. Bianco Maggiore — Grillo, Piane Liquide · Marsala Se Lucido è il mattino, il Bianco Maggiore è il pomeriggio che si allunga verso sera. Un Grillo in purezza, nato tra le saline dello Stagnone, dove il mare entra nei vigneti attraverso il vento e il sale. Fiori bianchi, pompelmo, zagara, un bouquet che sa di Sicilia occidentale senza bisogno di annunciarsi. Al palato è equilibrato, sapido, minerale, con una persistenza che invita a tornare. Abbinarlo a un cous cous di pesce o a un dentice in crosta di sale è quasi un atto dovuto. Ma è buono anche semplicemente così, con la luce che scende. La Maggiore — Pétillant, Marsala C’è chi aspetta le bolle per le feste. Noi le beviamo d’estate, prima di cena, con le crudités e la buona compagnia. La Maggiore è il primo pétillant naturel di Rallo fermentato in bottiglia con metodo ancestrale, naturalmente frizzante, senza filtri e senza trucchi. La bollicina è delicata, quasi timida. Il gusto è divertente e beverino, con quella nota di lievito e crosta di pane fresco che solo il metodo ancestrale sa dare. È la componente femminile della famiglia Maggiore, e come tutte le cose femminili ben riuscite: ha carattere senza farlo pesare. Ghibli — Malvasia secca, Pattipiccolo · Alcamo Poi c’è lui. Il vino che non ti aspetti. Una Malvasia secca a bassa gradazione alcolica, contemporanea nell’anima e precisa nel carattere, la nostra risposta a chi cerca un bianco che sia radicato e moderno insieme. Ghibli è il vento caldo che soffia da sud, che muove i filari senza lasciare traccia eppure tutto trasforma. In bottiglia diventa freschezza e struttura, profumo e sapidità, il piacere immediato e la voglia di un secondo calice. E poi un terzo. Senza mai pesare. Perfetto con il pesce delicato, sublime se sorseggiato in compagnia. Quattro bianchi, tre territori, un’unica convinzione: l’estate si beve bianco.   Tutte le notizie ralloweblog I vini bianchi dell’estate C’è un momento preciso in cui l’estate smette di essere una promessa e diventa una certezza. È quando la luce cambia, si fa più lenta, più dorata e l’unica ri ralloweblog La terra parla. Un grappolo d’uva sana contiene già tutto ciò che serve per fare un grande vino. Non servono correzioni, additivi o alchimie. Serve rispetto. Il biologico è, prima di tutt ralloweblog Identità Mediterranea C’è una parola che ritorna spesso quando si parla di vino siciliano: identità.  La si usa molto, talvolta a sproposito, come etichetta da appiccicare a qualsiasi bottiglia ralloweblog Una terra, tre racconti C’è un vitigno che racconta la Sicilia meglio di qualsiasi altro: il Catarratto. Radici profonde nella tradizione, una capacità rara di rispecchiare il territorio in modo f ralloweblog Coltivare il futuro C’è una parola che al Vinitaly 2026 è risuonata più di tutte le altre nei convegni, nelle conversazioni tra produttori, negli incontri con i buyer internazionali: sostenib ralloweblog Una favola antica C’era una volta, nell’agro di Alcamo, un uomo di nome Benedetto. Non era un nome qualunque: era uno di quei nomi che i genitori scelgono quando sperano, con tutta la fo ralloweblog Il vino invecchia bene. Il modo di raccontarlo, non sempre. Si sente spesso dire che i giovani bevono meno vino. Può essere vero, ma forse non è questo il punto. La domanda più onesta è un’altra: il vino sta ancora parlando a qual ralloweblog Lo zen e la cerimonia del tè “The Book of Tea” o in italiano Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un saggio breve ma straordinariamente denso, pubblicato nel 1906 e ancora oggi sorpre ralloweblog Il legno e il vino, una storia lunga quanto la civiltà Tutto inizia molto prima di quanto si possa immaginare. Le prime testimonianze dell’uso del legno per conservare e trasportare il vino ci arrivano dagli assiro-babilonesi, ch

Una terra, tre racconti

C’è un vitigno che racconta la Sicilia meglio di qualsiasi altro: il Catarratto. Radici profonde nella tradizione, una capacità rara di rispecchiare il territorio in modo fedele e sempre sorprendente. Da questo convincimento nasce la nostra trilogia: tre vini, una sola uva, un racconto in cui ogni bottiglia è un capitolo diverso. Perché il Catarratto è il vitigno in cui Rallo crede profondamente, su cui sperimenta, investe e continua a interrogarsi. AV01, catarratto naturale. Niente solfiti aggiunti, nessuna mediazione. Questo è il Catarratto nella sua forma più autentica, capace di trasmettere con franchezza assoluta il carattere del suolo e del sole siciliano. Un vino per chi ama ascoltare, prima ancora di bere. Crudo, vitale, imperfettamente vero, come tutto ciò che non ha bisogno di maschere. In ogni bottiglia, la natura non viene corretta. Viene semplicemente accompagnata. Nato dalla vendemmia 2025, Lucido è il nostro nuovo ingresso in famiglia. Fresco, immediato, pensato per essere aperto e goduto senza attendere. In ogni sorso ritrovi i profumi tipici della cultivar: il fiore bianco, la mineralità appena salina, quella tensione agrumata che è firma del vitigno. Un vino di prontezza e sincerità, perfetto per chi vuole il Catarratto nella sua espressione più vivace, adesso. Solo le migliori uve, selezionate con cura certosina danno vita al Beleda, nato da una scelta, quella di non accontentarsi, e che porta in bottiglia la complessità di chi sa aspettare. Un vino elegante, strutturato, destinato a chi ha la pazienza di aprirlo anni dopo averlo acquistato, e la curiosità di scoprire cosa diventa il Catarratto quando il tempo lavora al suo fianco. Beleda non è una risposta. È una promessa. Tre bottiglie, un solo territorio. La trilogia del Catarratto Rallo è un invito a esplorare le sfaccettature di un vitigno straordinario — dalla franchezza naturale di AV01 alla gioia immediata di Lucido, fino all’eleganza paziente di Beleda. Un progetto in divenire, perché il Catarratto non ha ancora finito di sorprenderci. Tutte le notizie ralloweblog Una terra, tre racconti C’è un vitigno che racconta la Sicilia meglio di quasi ogni altro: il Catarratto. Radici profonde nella tradizione, una capacità rara di rispecchiare il territorio in modo ralloweblog Coltivare il futuro C’è una parola che al Vinitaly 2026 è risuonata più di tutte le altre nei convegni, nelle conversazioni tra produttori, negli incontri con i buyer internazionali: sostenib ralloweblog Una favola antica C’era una volta, nell’agro di Alcamo, un uomo di nome Benedetto. Non era un nome qualunque: era uno di quei nomi che i genitori scelgono quando sperano, con tutta la fo ralloweblog Il vino invecchia bene. Il modo di raccontarlo, non sempre. Si sente spesso dire che i giovani bevono meno vino. Può essere vero, ma forse non è questo il punto. La domanda più onesta è un’altra: il vino sta ancora parlando a qual ralloweblog Lo zen e la cerimonia del tè “The Book of Tea” o in italiano Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un saggio breve ma straordinariamente denso, pubblicato nel 1906 e ancora oggi sorpre ralloweblog Il legno e il vino, una storia lunga quanto la civiltà Tutto inizia molto prima di quanto si possa immaginare. Le prime testimonianze dell’uso del legno per conservare e trasportare il vino ci arrivano dagli assiro-babilonesi, ch Pressralloweblog Nuovo quattro ante Rallo Nuovo quattro ante Rallo Rivisto, rinnovato, essenziale.  Dopo mesi di lavoro sui contenuti, sulla struttura narrativa e sull’identità visiva, abbiamo da poco mandato in st ralloweblog AntePrima 2026 AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua pr ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra

Verticale Beleda 2015, 2017, 2019

Verticale Beleda 2015, 2017, 2019 Il Beleda è un Cataratto in purezza, fiore all’occhiello del vitigno di Alcamo. La sua etichetta dalle sembianze di una carta stropicciata mostra, attraverso tre lamine dorate, le porzioni di terra coltivate a Catarratto come viste da un satellite. Il nome Beleda è un aggettivo risalente al 1185 adoperato dal pellegrino andaluso Ibn Jubair nel suo Diario di Viaggio per definire la città di Alcamo intendendo con tale termine cittadina con mercato e moschea, un vino che vanta le medaglie dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso sia per la vendemmia 2013 sia per quella del 2015 e del 2017. Ed è proprio su questa referenza nelle annate 2015, 2017, 2019 che Rallo propone oggi sul mercato una Verticale. Il Catarratto è uno dei principali vitigni a bacca bianca siciliani e sebbene sia ampiamente diffuso in tutta la regione, la sua zona elettiva è sicuramente il trapanese; a Pattipiccolo noi di Rallo lo coltiviamo per 16 ettari e costituisce il nerbo della nostra produzione alcamese. Per lungo tempo quest’uva è stata la protagonista, insieme all’insolia e successivamente al grillo, del grande vino Marsala, tuttavia il declino di questo vino fortificato ha portato al progressivo abbandono della sua coltivazione, preferendo vitigni internazionali commercialmente più conosciuti e remunerativi, pur rimanendo il Catarratto l’uva a bacca bianca più coltivata in Sicilia e seconda in Italia solo al Trebbiano Toscano. Negli ultimi decenni il Catarratto ha lentamente riconquistato un ruolo di primo piano tra i bianchi dell’isola. Diverse sperimentazioni hanno portato a una rivalutazione di questo vitigno in grado di prolungare la sua vita al di là dell’annata di uscita grazie alla sua elevata acidità. L’Azienda Agricola Rallo crede molto in questa cultivar proponendola insieme al Beleda anche nella versione naturale con l’AV01 – un vino a fermentazione spontanea, zero solfiti aggiunti – dimostrando così che questa varietà ha delle potenzialità inespresse e tutte da scoprire. Tutto, come sempre, ha inizio dalla terra. Le uve che meglio si prestano ad affinamento devono avere preferibilmente basse rese, devono arrivare alla maturazione fisiologica ottimale e massima attenzione deve essere prestata a tutte le fasi della vendemmia, anche durante il trasporto perché l’uva deve arrivare in cantina perfettamente sana.Segue una pressatura soffice per evitare un rilascio eccessivo di sostanze come catechine e antociani, prime cause d’ossidazione.Occorre infine mantenere il ph basso ma una mineralità elevata, tipica della cultivar. Pulizia statica dei mosti, utilizzando la tecnica del freddo.La temperatura di fermentazione deve essere controllata.L’affinamento del vino avviene sui lieviti che periodicamente vengono rimessi in sospensione. Infine, segue l’affinamento in vasca d’acciaio. E’ importante la buona struttura in grado di resistere al tempo. La freschezza, o acidità, è l’elemento che fa la differenza: più passa il tempo e più cala questa sensazione spostando l’equilibrio sempre più verso la morbidezza. Sorseggiando il bicchiere di Beleda vendemmia 2019 saremo colpiti a naso da nuance che evocano la mandorla, i fiori di campo, il glicine, le erbe medicinali. In bocca lo troviamo teso e di carattere, di succosa e rara mineralità innervata in un frutto opulento e raffinato.Il bouquet fresco e fruttato non viene meno nell’annata 2017 tuttavia grazie alla notevole acidità, al buon corpo e struttura, evolve verso note di grande fascino in cui spiccano quelle di agrumi, di fieno, e la macchia mediterranea fa da protagonista.Col passare del tempo, e lo scorrere dei bicchieri, versando l’annata 2015 ci si rende conto di come le durezze del vino tendono a smorzarsi, i tannini si fanno più morbidi e setosi, gli acidi perdono la loro spigolosità ma senza perdere la nota fresca e minerale tipica del vitigno e il vino diventa più armonioso e complesso. Una verticale assolutamente da provare. In edizione limitata, la confezione da sei bottiglie della verticale di Beleda è già disponibile al costo di 90 euro. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. 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N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola

Nel Firmamento, La cucina di Pino Cuttaia, D. Visiello, magazine n.8

Nel Firmamento, La cucina di Pino Cuttaia, D. Visiello, magazine n.8 Senza memoria non può esserci futuro: solo il netto dominio della tradizione può ispirare un’innovazione illuminata e mai banale. Pino Cuttaia, chef e patron del ristorante La Madia di Licata (Ag) con due stelle Michelin ricamate sulla giubba dal 2009, lo sa benissimo, tanto che proprio la memoria incarna il punto di partenza e il centro pulsante della sua filosofia creativa e gastronomica. Tra i volti più noti, ricercati ed amati del movimento culinario contemporaneo, fiore all’occhiello dell’Italia dei cuochi e presidente dell’associazione Le Soste di Ulisse, lo chef di Licata oggi rappresenta un importante riferimento per la cucina internazionale e, a proposito di vino, detta la sua regola: «Bere bene e mangiare bene sono uno stile di vita e il vino deve essere sempre all’altezza del piatto a cui è abbinato». E un interessante consiglio: «Prima della degustazione di un piatto, mi piace bere un sorso di vino perché ho l’impressione che riscaldi il palato e lo prepari meglio a recepire tutte le qualità organolettiche del cibo». La forza di ogni cucina è saper esprimere in maniera adeguata un territorio, come un vino e il vitigno da cui è prodotto: «Tra i siciliani il mio preferito è il catarratto perché lo reputo il più identitario, definito e particolarmente longevo. Se si lavora bene in vigna e si rispetta in cantina, il risultato sarà un vino che, evolvendo e migliorando, conserverà la sua struttura nel tempo». Per la prova di abbinamento, un classico de La Madia: «Potrebbe accostarsi bene a “La Pizzaiola”, merluzzo all’affumicatura di pigna. Stessa persistenza di sapori, freschezza agrumata e prolungamento fumé del vino a supporto dell’affumicatura del piatto». Una considerazione sul servizio di sala nell’alta ristorazione: «Il lavoro di sala è un’arte e, quando c’è eleganza, finezza, savoir-faire, diventa una seduzione forse più del cibo. L’uomo di sala, attraverso il lavoro, può comunicare sé stesso, ma deve sapere accogliere, avere grande cultura, disponibilità, conoscenza dei piatti, dei vini e del mondo».  Cosa si deve fare per un servizio perfetto? «Ognuno di noi ha un mondo interiore unico e se il cuoco, il maître, il sommelier riescono a creare un taglio sartoriale per l’ospite all’interno del ristorante, si vince e si regala un’esperienza indimenticabile». La memoria custodisce vite e le trasforma in eccellenze. La memoria è la cucina di Pino Cuttaia. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola

Un paesaggio e qualche storia

Un paesaggio e qualche storia Vediamo il paesaggio con gli occhi e lo percepiamo con gli altri sensi. Questo pensiero oggi può essere espresso anche in merito ad una degustazione. La strada interprovinciale Alcamo – Camporeale è stata chiusa al transito dal 28 gennaio scorso a causa di un cedimento del manto stradale ed è stata spostata la mobilità automobilistica, per quel breve tratto franato, su “via Allegrezza”, quasi un avvertimento di quanto può succederti se vieni a trovarci tra le vigne. Oggi a Patti Piccolo, ad Alcamo, abbiamo avuto in visita 10 giornalisti del primo Enotour dell’edizione 2019 del Sicilia en Primeur. Un pulmino da 10 posti che ha deciso di percorrere un percorso alternativo a quello alternativo suggerito. Ciò nonostante e allegria a parte, gli ospiti sono arrivati in perfetto orario. Dieci persone, due italiane, otto del resto del mondo. Di fronte ad un paesaggio proviamo emozioni, ricordi, stupore per la bellezza dei luoghi, curiosità. Tra le vigne di Alcamo il paesaggio è come un libro sulle cui pagine sono scritti, con linguaggi diversi, numerosi messaggi. Racconta infatti di natura, della storia dell’uomo e del modo di abitare il territorio, della capacità umana di prendersi cura dei valori comuni. Racconta ancora della storia attuale, della nostra famiglia, del nostro rapporto con la terra, con le vigne generatrici del nostro vino. Ma tutto questo il paesaggio forse lo suggerisce. Occorre avere occhi, orecchie e palato per gustare interamente la storia. Ed è questa la vera degustazione. Capire quello che avviene oltre la vigna. Il vino infatti lo si fa con le mani, con la testa, con il cuore. E’ vero che un buon critico deve saper distinguere tra gusti personali e giudizio il più possibile imparziale. Credo questa sia la differenza tra degustazione tecnica e degustazione edonistica. Tuttavia è altrettanto vero che un travaso tra i due momenti dello spirito (in senso figurato e anche letterale) è inevitabile. Con gli anni i propri gusti personali cambiano e tale cambiamento finisce per incidere, filtrando sottilmente, anche sulla visione professionale. Per comprendere appieno un paesaggio è necessario ricorrere a un’analisi che vada oltre l’esperienza immediata, dobbiamo dunque considerare che stiamo utilizzando un concetto che ha molte valenze diverse. E’ così anche il vino, un prodotto in cui l’uomo è al contempo attore e spettatore, in quanto risultato delle azioni, naturali e umane, che si sono succedute nel tempo. Come nell’antichità si scriveva su una pergamena che periodicamente veniva cancellata e riutilizzata per nuovi testi, così gli abitanti di un territorio scrivono e riscrivono continuamente il proprio contesto di vita, costruendo nuovi paesaggi. Oggi ad Alcamo scriviamo e raccontiamo di Catarratto e le nostre storie si chiamano Beleda e AV01, due storie scritte dalla stessa penna ma che si prestano semplicemente ad orecchie diverse. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola

AV01

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AV01, Grazie

AV01, Grazie La gratitudine è il risultato della gratia ricevuta, senza gratia non c’è gratitudine, il principio sta sempre nella gratia ricevuta; la gratia rientra nell’ordine delle esperienze straordinarie e straordinaria è ogni fase della propria esistenza in cui ci si accorge di trovarsi contemporaneamente in se e fuori di se, in cui si è spettatori della propria stessa scena. Straordinario è ogni debutto, le repliche invece rientrano sempre, per definizione, nell’ordine della normalità. AV01 segna un debutto e rientra tra le grazie ricevute. Paradossalmente, AV01, vino di matrice essenzialmente laica perché eretica, è il risultato tangibile, o meglio bevibile, di un percorso intrapreso grazie ad una serie di incontri prima casuali poi meno. AV01 è un vino che nella sua matrice originaria da concretezza a parole spesso abusate come convivialità, scambio, relazioni, amicizia, rispetto ed empatia. Mi spiego, Eric lo incontrai per la prima volta tanti anni fa, troppi. Allora, purtroppo, non ebbi l’intelligenza emotiva di cogliere la profonda umanità che gli è propria; nonostante ogni umano, debba essere dotato, per definizione, di una certa dose di umanità, ogni singolo uomo ha una specifica dotazione ed Eric, poiché la media deve tornare sempre, ne ha molta di più di tanti altri. La vita è stata generosa e mi ha dato l’opportunità di incontrarlo nuovamente, più recentemente, al momento giusto. Non ho commesso lo stesso errore di prima, ne colsi immediatamente le grandi doti umane, le evidenti capacità professionali e… non lo lasciai più! Eric mi ha insegnato con modestia, e nessuna presunzione o supponenza che il vino è prima di tutto “energia”, così come ogni essere umano è prima di ogni cosa rappresentato dalla propria personalità, non importa quale, importa solo che ne abbia una per essere apprezzabile. Gli ignavi così come i vini anonimi meritano compassione e rispetto ma non possono stare dentro l’orizzonte della nostra operatività e della nostra quotidianità. Noi siamo chiamati ed essere qualcuno ed a fare qualcosa, i nostri vini devono avere personalità distintiva, essere imperfetti come qualunque mortale ma vivi ed autentici, veri. Su questi presupposti è iniziata l’avventura, la nuova commedia, quella in cui facevo il regista di me stesso. Durante il percorso ho incontrato volti amici e sguardi perplessi, anche di amici che rispetto e che rispettano  me ed il mio lavoro, che mi vogliono bene ed a cui il bene è ricambiato sempre e comunque. Mai atteggiamenti ostili, al limite beffeggianti ma si sa, la commedia deve far ridere… Ho incontrato Dario, rispettoso, sempre corretto, che con la sua flemma da carrarmato stacanovista, a Londra,  tra un giro ed un altro ha mestamente perorato la causa dei vini non convenzionali invitandomi a provare, provare e provare; l’esempio si sa è il migliore maestro… Insieme a noi, in queste infinite e piacevolissime esperienze organolettiche c’era spesso Francesco, arguto, colto, sottile e giustamente snob, ha contribuito e migliorare la mia ancora modesta capacità di valutazione in un paradigma degustativo che fino a poco tempo fa oltre ad essere estraneo mi era anche ostile, e come spesso capita ostile solo perché sconosciuto, che stupido! Da Francesco a Giuseppe, intellettuale, ricco di contributi per la mia inesauribile curiosità intellettuale, stimolante per la sua creatività senza confini ma solida e meditata, amante della vita e dei suoi piaceri fine conoscitore di persone e cose, di cibo, di vino e non solo… Alla fine Aldo, competente come pochi; in questo campo, in Sicilia, forse come nessuno. A tratti apparentemente scostante, solo apparentemente però. Aldo può apparire burbero perché timido ed introverso ma in realtà nasconde una personalità solare, è un uomo generoso ed amante della vita, della vigna e del vino, del suo vino della sua vigna, delle nostre vigne quelle alcamesi, basse ad alberello, o più alte a controsaplliera, ma sempre e comunque di Catarratto. Lui e solo lui poteva rappresentare l’alter ego capace di fare ciò che io al massimo riesco a pensare ma si sa la vità è praxi, e le cose pensarle non basta; bastava al demiurgo forse . No, in realtà nemmeno a lui, aveva comunque bisogno della Kora affinchè potesse fare si che le cose esistessero. Ogni cosa per venire alla luce, per esistere, nel senso letterale del venire fuori, ha bisogno tanto dell’uno quanto nell’altra, pariteticamente. La solitudine è sterile, sempre. Ed ora che AV01 è venuto alla luce ha trovato sostenitori, ha trovato estimatori, Franco in testa che ci ha creduto fin da principio al punto da rischiare in proprio finanziando in maniera decisiva la nascita del progetto e poi, Gaspare, Nino, Franz, Pasquale, Toti, Michele, Enzo, Davide, Giuseppe ed Alessandra, Carlo, Marcello, Livia, Luigi, Tania, Pinuccio, Mauro, Ciccio, Leonardo e Luciano, Francesco, Garech, e non solo la lista sarebbe troppo lunga e di conseguenza noiosa. La vittoria ha molti padri, ed in un preciso momento storico politico in cui avere solo padri così come solo madri, rischierebbe di essere un pregiudizio, questa vittoria ha per me ancora più valore. Grazie a tutti. Andrea Vesco Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. 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La nuova etichetta Rallo

La nuova etichetta Rallo Il vino è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione, parziale o totale, del succo del frutto della vite, dell’uva; ma non è una bevanda qualunque e non è neppure una bevanda ma, ad onor del vero, un alimento. Infatti, svolge ed ha svolto un ruolo culturale e anche rituale nelle società presso cui viene e veniva prodotto; per queste ragioni è anche più di un semplice alimento, si tratta di un prodotto culturale complesso, fortemente legato al territorio, di cui nel modo che gli è proprio, ne rappresenta alcune peculiarità. Il modo con cui il vino è presentato dovrebbe, nel rispetto dell’identità specifica,  essere sinteticamente raccontato attraverso il suo packing il cui elemento principale, è costituito dall’etichetta. Tutte le etichette Rallo nascono seguendo una progettazione accurata e contengono illustrazioni e grafiche che si prefiggono di raccontare delle storie: una narrazione per ogni vino, una rappresentazione per immagini e colori supportate da poche, pochissime righe. Nulla è lasciato al caso; forme e colori si modulano affinché esaltino il pregio e l’unicità del prodotto diventando il primo strumento e mezzo di comunicazione. Per avviare il racconto del nuovo Catarratto a fermentazione spontanea, zero solfiti aggiunti, ci siamo basati sulla nostra storia, una storia iniziata ad Alcamo, tra i campi di grano ed orzo e qualche vigna. Sappiamo tutti che una storia, per essere davvero tale, ha bisogno almeno di un protagonista e noi ne abbiamo uno di eccellenza, Andrea. Direttamente o indirettamente, chi conosce Rallo conosce anche Andrea che coordina le diverse professionalità che contribuiscono al mantenimento ed allo sviluppo dell’azienda e, curando personalmente e scrupolosamente tutte le fasi della produzione, dalla coltivazione delle uve all’imbottigliamento del vino, garantisce che ogni sorso di Rallo sia sempre all’altezza delle aspettative di tutti coloro che partecipano da fruitori consumatori alla vita della cantina. E’ lui che abbiamo stilizzato, insieme alle nostre vigne, nella nuova etichetta, una sorta di sperimentazione, anche grafica. Un vino non convenzionale, trasferisce più fedelmente di quelli convenzionali, i tratti identitari del luogo di produzione. Ecco allora comparire l’indicazione del vitigno come una sorta di firma, una parte importante anche cromaticamente dell’etichetta. Il logotipo Rallo in basso a destra, come in tutte le nostre etichette, sembra qui avere un significato evocativo, si trova in basso come in basso è la terra. In etichetta, fatta eccezione del giallo oro adoperato per le parole “Catarratto Orange” compaiono, infatti, solo il bianco e il nero. Un’etichetta essenziale, senza eccessi, diretta. Il vino, nella sua innegabile complessità, deve arrivare al cuore del pubblico senza mediazioni, in maniera semplice e diretta, dovrebbe regalare un’emozione, soddisfare l’essenziale bisogno di effimero. Nostro obiettivo in relazione al packing è stato quello di realizzare qualcosa di distintivo, che sia in grado di trasmettere il valore del prodotto e le sue specificità, che crei immediato interesse in chi osserva e che sia capace di comunicare, senza perdersi in inutili rivoli semantici, la profondità delle sfumature organolettiche e culturali stratificate in un semplice sorso. Speriamo di esserci riusciti, a voi l’ultima parola! Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. 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Degustazione in itinere

Degustazione in itinere Per emozionarti non ci vuole la perfezione, ci vuole eleganza. Nel settore enologico i consumatori occasionali sono anche quelli più attratti dai vini piacevoli, che non presentano spigoli, con poca acidità, con tannini poco percettibili e rotondi al gusto ma il concetto di eleganza non ha spazio per questa perfezione innaturale. L’eleganza non è perfezione, è qualcosa che bisogna metabolizzare e poi oltrepassare e questo assioma che vale nella vita è così anche per il vino. Il futuro Catarratto Rallo, vino biologico di matrice naturale, sarà caratterizzato proprio dalla mancanza di questo eccesso, della pienezza, di un’ostentata opulenza. Potrà persino sembrare imperfetto ma proprio quell“imperfezione” è il segno ultimo dell’autentica eleganza. Il prodotto del nostro pensiero. Di colore giallo paglierino, luminoso, torbido. Al naso è caratterizzato da bella pulizia e complessità in divenire. Fresco, floreale, con stuzzicanti profumi agrumati. Un’affascinate complessità olfattiva. Appena versato nel bicchiere giungono prepotentemente al naso gli odori della campagna siciliana, di quella calda del sole cocente, odore di fieno, di rosmarino, di salvia, subito alla mente i piccoli fiori gialli il cui profumo ricorda quello della liquirizia e del curry, un profumo molto intenso e persistente. Sembrerà assurdo ma qualcuno riesce a sentirci anche la marasca. Deciso ma non invadente, con una bella mineralità. Dopo alcuni minuti l’ossigenazione arricchisce ulteriormente il ventaglio aromatico, consentendo così di percepire piacevoli note salmastre. Interessante anche dal punto di vista gustativo: secco, sapido, fresco. Presenta una progressione (ancora) non del tutto fluida. Potente, energico, incisivo. Di una persistenza spiazzante, tutta giocata su richiami all’olfatto. Nonostante sia un bianco, la macerazione sulle bucce ha estratto dei tannini che sono ben percepibili a livello gustativo. Grande la concentrazione di frutto che rende questo vino quasi “masticabile”. Nel finale, assieme a un’ottima freschezza, emerge la stuzzicante mineralità che lascia in bocca una gradevole scia sapida che invoglia la nuova beva. Un Vino bianco che regala emozioni forti, non per tutti i giorni, che ha sicuramente destinato ad una positiva evoluzione. Uva diraspata a mano, chicco a chicco. “Non utilizzando solfiti devi avere una microbiologia che ti accompagna come un’orchestra. L’unico modo quindi per portare a casa un vino perfetto è selezionare gli acini giusti, uno per uno. Uno strumento” per quanto suonato alla perfezione, “non si potrà mai comportare come un’orchestra.” Un’orchestra fatta di uva con i propri batteri e lieviti. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola