Lo zen e la cerimonia del tè

“The Book of Tea” o in italiano Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un saggio breve ma straordinariamente denso, pubblicato nel 1906 e ancora oggi sorprendentemente attuale. Il libro usa la cerimonia del tè come lente attraverso cui osservare la filosofia zen, l’estetica, la spiritualità e persino la critica alla modernità. Eppure, a rileggerlo con occhi diversi, emerge una trama nascosta: il tè e il vino, bevande lontanissime per geografia e cultura, percorrono strade straordinariamente parallele. Tutto inizia dalla terra. La Camellia sinensis — la pianta del tè — affonda le radici in una storia millenaria che si perde nella leggenda cinese, attribuita all’imperatore Shennong intorno al 2737 a.C. La vite, Vitis vinifera, vanta origini altrettanto remote, coltivata nel Caucaso almeno ottomila anni fa. Entrambe le piante hanno accompagnato l’umanità attraverso civiltà, religioni e imperi, diventando molto più che semplici colture: simboli di identità culturale, veicoli di rito e spiritualità. Il ciclo vitale lungo e nobile accomuna le due piante. Una vecchia pianta di tè può vivere secoli, e le foglie dei cespugli più antichi sono le più pregiate — proprio come i vigneti vecchi (old vines) producono uve concentrate e complesse, dove la lentezza diventa virtù. In entrambi i casi, il tempo non è nemico ma maestro. Uno dei capitoli più affascinanti del libro è la storia dell’evoluzione del tè attraverso le dinastie cinesi. Nella dinastia Tang il tè veniva compresso in mattoni e poi sbriciolato e bollito; nella Song si passò alla polvere fine battuta con acqua calda in una ciotola — il precursore del matcha; infine, nella Ming, si affermò l’infusione delle foglie intere, il metodo che usiamo ancora oggi. Questa progressione ha un’eco sorprendente nella storia del vino. Per secoli l’uva venne pigiata con i piedi o torchiata con forza bruta, estraendo tutto — zuccheri, tannini, amarezze. Poi, gradualmente, la vinificazione si è raffinata: la pressatura soffice, oggi tecnica cardine per i vini bianchi e i grandi Champagne, permette di ottenere solo il succo più puro, delicato, aromatico. In entrambe le tradizioni, l’evoluzione tecnica ha seguito la stessa direzione: meno violenza, più rispetto per la materia. Come se il tempo avesse insegnato a entrambe le culture che la vera complessità si ottiene con la gentilezza. Okakura dedica pagine memorabili all’estetica degli utensili da tè. La cerimonia del tè giapponese (chanoyu) diede impulso a una fioritura straordinaria della ceramica: le ciotole raku, irregolari e volutamente imperfette, le teiere kyusu in terracotta di Yixing, i chawan dalle smaltature imprevedibili. Ogni pezzo è un’opera d’arte concepita per la mano e per l’anima, non per l’occhio soltanto. Il vino ha generato un universo parallelo di oggetti. La bottiglia di vetro, nata in forma cilindrica nel Settecento, si è moltiplicata in infinite varianti: la bordolese alta e severa, la borgognona dalle spalle morbide, l’alsaziana allungata come un flauto, la champenoise pesante e resistente alla pressione. Poi i calici, e qui l’analogia si fa quasi speculare con la ciotola da tè, studiati per ogni vitigno, ogni regione, ogni stile: il calice da Borgogna ampio e rotondo che raccoglie i profumi come una conchiglia, quello da Champagne che libera le bollicine in una colonna precisa. In entrambi i mondi, generazioni di artigiani e artisti hanno dedicato la vita a perfezionare un contenitore per una bevanda. Il contenitore diventa liturgia. Okakura insiste su un punto fondamentale: la cerimonia del tè non è galateo, è filosofia incarnata. Ogni gesto, il modo di tenere il mestolo, la direzione in cui si gira la ciotola, il silenzio tra un’azione e l’altra, esprime i principi zen di armonia, rispetto, purezza e tranquillità. Il tōcha, il maestro del tè, non serve una bevanda: offre un momento di presenza totale. Il servizio del vino nei grandi ristoranti e nelle cantine storiche ha sviluppato una propria liturgia altrettanto codificata. Il sommelier che presenta la bottiglia, il taglio della capsula, il gesto del stappo, la prima mescita nel calice del degustatore, l’attesa, tutto questo non è semplice tecnica, è teatro e rispetto. Entrambe le tradizioni hanno capito che il modo in cui si offre una bevanda trasforma l’atto del bere in qualcosa di superiore. Leggere Okakura oggi, con questa chiave di lettura, rivela qualcosa di commovente: culture lontanissime, partendo da due foglie diverse, hanno sviluppato risposte simili alle stesse domande profonde. Come onoriamo il tempo? Come trasformiamo il quotidiano in sacro? Come la materia grezza — una foglia, un grappolo — diventa bellezza e significato? Sarà per questo che in Cantina abbiamo diverse tipologie di tè, il bollitore per arrivare alla corretta temperatura per ogni infusione e le tazze, ognuna diversa? Il tè e il vino non sono semplicemente bevande. Sono, come scriveva Okakura del tè, “una religione dell’arte di vivere”. E forse, in fondo, lo sono entrambi. Tutte le notizie ralloweblog Lo zen e la cerimonia del tè “The Book of Tea” o in italiano Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un saggio breve ma straordinariamente denso, pubblicato nel 1906 e ancora oggi sorpre ralloweblog Il legno e il vino, una storia lunga quanto la civiltà Tutto inizia molto prima di quanto si possa immaginare. Le prime testimonianze dell’uso del legno per conservare e trasportare il vino ci arrivano dagli assiro-babilonesi, ch Pressralloweblog Nuovo quattro ante Rallo Nuovo quattro ante Rallo Rivisto, rinnovato, essenziale. Dopo mesi di lavoro sui contenuti, sulla struttura narrativa e sull’identità visiva, abbiamo da poco mandato in st ralloweblog AntePrima 2026 AntePrima 2026 C’è un appuntamento che, ogni anno, segna l’inizio di una nuova stagione per Rallo. Si chiama AntePrima, e anche quest’anno ha mantenuto la sua pr ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Premi e riconoscimenti Tutte le notizie Galleria fotografica Prova nuova Prova nuova facciamo sempre una prova
Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977)

Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua grazia. È quello di Pepita Misuraca: genovese di nascita, siciliana d’adozione, donna libera in un’epoca in cui la libertà femminile era ancora un territorio da conquistare. I suoi diari — undici quaderni scritti tra il 1960 e il 1977, oggi raccolti nel volume Gli occhiali rosa a cura del pronipote Giorgio Belli dell’Isca, edito da Il Palindromo — restituiscono al lettore una voce rara: quella di chi osserva senza giudicare, descrive senza compiacenza, racconta senza nostalgia. Definire Pepita Misuraca è operazione necessariamente parziale. Era una scrittrice mancata? Una viaggiatrice? Un’intellettuale di provincia? Nulla di tutto questo, o tutto insieme. Ciò che emerge con forza dalla lettura dei suoi quaderni è la sua totale indipendenza di sguardo: un anticonformismo vissuto non come postura ideologica, ma come attitudine naturale, come modo di stare al mondo. Nata a Genova, approda in Sicilia per amore — di un uomo, di una terra, di un’atmosfera — Pepita sceglie Palermo e Cefalù come laboratorio umano. Osserva. Ascolta. Prende nota. Lo fa con una penna pacata anche quando l’animo è agitato, con una scrittura che si ferma sui colori del paesaggio, sui suoni, sugli odori, sulla musica che filtra dalle finestre aperte. Una musica che, leggendo il testo, sembra comparire improvvisamente anche alle orecchie del lettore, trasportato senza preavviso nel suo mondo. Rievocare la sua figura significa anche recuperare il senso di un’epoca in cui il viaggio era ancora scoperta pura, priva della sovrabbondanza di immagini e narrazioni che caratterizza il turismo contemporaneo. I viaggi erano luoghi di storie, non solo pernottamenti. E Pepita sapeva ascoltarle le storie. Tra le pagine dei quaderni compaiono nomi destinati a segnare la cultura italiana del Novecento: Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, l’editore Flaccovio, il pittore Bruno Caruso. Non come comparse o citazioni di prestigio, ma come presenze vive, con i loro umori, le loro conversazioni, le loro contraddizioni. Pepita li ritrae con la leggerezza di chi non cerca il ritratto ufficiale ma la verità del momento. La Sicilia degli anni Sessanta e Settanta — con le sue trasformazioni culturali, le tensioni sociali, il fermento intellettuale — è lo sfondo vivo di questa narrazione. Una Sicilia che Pepita non mitizza né semplifica, ma racconta dall’interno, con la curiosità affettuosa di chi ha scelto di appartenervi. Il titolo del libro è perfetto: Gli “occhiali rosa” di Pepita non sono ingenuità né illusione: sono una scelta consapevole e coraggiosa. Guardare il mondo con lenti che attenuano il grigio, che cercano la sfumatura invece della sentenza, che preferiscono la comprensione al giudizio — tutto questo richiede, paradossalmente, più coraggio che cinica lucidità. In questo senso il libro di Pepita Misuraca è un atto politico sottile: propone un modello di femminilità intellettuale e indipendente che negli anni Sessanta era tutt’altro che scontato, e che risulta sorprendentemente attuale. Lo sguardo sul ruolo delle donne, sulle relazioni, sulla libertà personale è quello di chi aveva già fatto, in silenzio, la propria rivoluzione. Che questi undici quaderni siano arrivati fino a noi è già di per sé una storia. Giorgio ha fatto ciò che pochi eredi riescono a fare: ha avuto il coraggio di aprire quei quaderni, di leggerli con rispetto, e di riconoscere in quelle pagine qualcosa che meritava di uscire dall’archivio familiare per diventare patrimonio collettivo. La casa editrice Il Palindromo è sicuramente il luogo giusto per accogliere questa voce. Scrivere, come faceva Pepita, per guardare al passato, osservare il presente e immaginare il futuro: non è forse questo il compito più autentico della letteratura? Quegli occhiali rosa che Pepita Misuraca ha indossato per quasi vent’anni di vita palermitana sono ancora lì, tra le pagine dei suoi quaderni. E chi li indossa, anche solo per il tempo di una lettura, torna al mondo con lo sguardo leggermente cambiato. Più attento. Più leggero. Più umano. A questo libro abbiamo abbinato un calice di Alba Rosea, l’unico rosato in casa Rallo. Non è solo una questione di colore — anche se il rosa degli occhiali di Pepita e quello nel calice si parlano con naturale simpatia. È una questione di carattere. Alba Rosea nasce da uve Perricone, una cultivar forte, capace di regalare struttura e corpo imponenti quando vinificata in rosso. Nella versione rosato, quella stessa forza non scompare: si ingentilisce, si affina, si addolcisce senza perdere la propria identità. Esattamente come Pepita. Una donna dal carattere deciso e dalla penna precisa, capace però di guardare il mondo con una dolcezza rara. Forte e delicata insieme. Radicata e leggera. Un abbinamento che non avremmo potuto non fare. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) MENÙ IT ・EN Gli occhiali rosa. 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Quando l’anima sa leggere

Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola le foglie cadute, la terra sottile dei campi e degli antichi ciottoli di cui erano fatte le strade di quel paesino. Pepita Misuraca, con una nostalgica e piacevolissima scrittura, immortala uomini e donne nelle loro abitudini, nel loro contesto ombreggiato di macchia mediterranea. A volte si ferma a chiacchierare con loro come per carpirne di più, altre si limita a raccontarne ma sempre con uno sguardo estremamente affettuoso. Riprendono vita così, tra le pagine di un libretto, ricordi nitidi, come un’impressione fotografica, i luoghi della campagna siciliana con i contrasti di luce e melodici della cultura paesana in cui Pepita si era trovata a vivere dal 1920 e in cui ha preso forma il suo immaginario ma anche altri luoghi come l’Africa in cui Pepita ha pure vissuto. Scorrendo le pagine, ci si ritrova trasportati in terre in cui i personaggi scorrono come in un album dove gli scatti procedono, uno dopo l’altro, portando con sé storie, tradizioni, modi di intendere la vita appartenenti a un tempo diradato nella memoria, che riappare sotto forma di storia privata, dettagli, in cui diventa impossibile non partecipare con lo stesso sentimento di affetto e nostalgia della protagonista fino alla fine. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere MENÙ IT ・EN Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana co
La casa dello champagne

La casa dello champagne Helen Fripp in La casa dello champagne, Newton Compton editori, ci racconta la storia affascinante che si nasconde dietro alla celebre produzione vinicola e al contempo la storia di una donna coraggiosa e intraprendente.Siamo alla fine del Settecento, a pochi anni dalla Rivoluzione francese, Francois Clicquot è un appassionato viticoltore di Reims e insieme a sua moglie Barbe-Nicole Ponsardin ha in mente grandi progetti per arricchire la sua produzione ma, inaspettatamente, muore giovanissimo.In un’epoca in cui le donne erano escluse dagli affari, Barbe-Nicole osò assumere la direzione dell’azienda, ruolo che svolse con passione e determinazione.La sua creatività e la sua ricerca di innovazione portarono a diversi primati: il primo champagne vintage conosciuto, l’invenzione della table de remuage e il primo champagne rosé per assemblaggio conosciuto.Nicole riesce a cambiare il corso degli eventi, grazie non solo al suo intuito per gli affari ma anche al destino che la premia con un’annata straordinaria, quella del 1811, rimasta per sempre negli annali delle vendemmie come l’anno della “cometa”.Con un simile segno del destino a indicarle la via, si troverà a prendere una decisione in grado di cambiare per sempre il corso degli eventi, iscrivendo il suo nome, Madame Clicquot, Veuve Clicquot, nella storia dei secoli a venire.Lo avete letto? Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
Vino Naturale

Vino Naturale Vino Naturale è un libro che mi ha fatto compagnia in aeroporto.Letto in poco meno di due ore quasi con avidità.Semplice, interessante, alla portata di tutti, neofiti e veterani.L’autrice è @alice.feiring una giornalista e scrittrice newyorkese, nota per essere un’appassionata sostenitrice del vino naturale.Nel libro si propone di spiegare, attraverso testi semplici e a volte persino schematici, quali siano le parole chiave del mondo dei vini naturali, come si producono, quale la loro storia e come imparare ad apprezzarli.Vengono sfatati molti luoghi comuni andando a segnalare assunti veri e falsi.Chiudono il volume una parte dedicata alla degustazione, una alle fiere e alle enoteche e dove trovare e scoprire i vini naturali. Edito da @slowfoodeditoreOttima lettura! In un vino convenzionale il sorso migliore è il primo, in un vino naturale…non si sa, ogni sorso è diverso e occorre non avere aspettative, lasciarsi investire da sapori, tonalità, emozioni… Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
Che mondo sarebbe!

Che mondo sarebbe! Nell’incertezza dei 3 libri iniziati e non ancora terminati (adesso sul comodino ho solo il #kindle !) ho deciso di suggerirvi un libro che mi è stato recapitato in epoca Covid: un libercolo di poco meno di 200 pagine letto interamente in giardino tra un’infornata e l’altra… ☺️autrice #cinziascaffidi di #slowfoodeditore “La domanda Che mondo sarebbe? é a triplo taglio. Che mondo-noioso e retrogrado- sarebbe se fossimo davvero fino in fondo come la pubblicità ci dipinge? Che mondo -auspicabile ma irraggiungibile- sarebbe se nemmeno un po’ di quel che la pubblicità racconta di noi fosse vero? Ma, sopratutto: che meraviglioso mondo – rilassato e consapevole, nei comportamenti sociali come negli acquisti – sarebbe, se imparassimo a sorridere più spesso di quel che la pubblicità ci propone? Finiremmo forse per stimolare anche gli autori e farli partecipi di un cambiamento che comunque è in atto e merita di essere rappresentato con maggiore attenzione, rispetto e supporto.” Avere meno bisogni significa avere più libertà.Lo stiamo comprendendo, poco alla volta e pochi alla volta, alcuni magari aiutati anche dalla pandemia appena trascorsa.Bisogna imparare ad osservare, ascoltare-anche il non detto, interpretare i tanti segnali che le narrazioni commerciali ci offrono, fino a vedere quel che davvero abbiamo davanti agli occhi, imparando a riderne.Solo così vivremo sereni e consapevoli.Una narrazione precisa, puntuale, ironica,a volte persino pungente ma sopratutto vera.#nonsolovino lo consiglia! Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
Le otto Montagne

Le otto Montagne “Facciamo finta che l’acqua sia il tempo che scorre. Se qui dove siamo noi è il presente, da quale parte pensi che sia il futuro?”Uno dei più bei libri che ho letto da poco.Paolo Cognetti è capace di farti sentire la montagna, senti il fiato che ti manca, le parole che in montagna non servono, il rapporto intimo che, chi ama la montagna, crea con la natura che lo circonda. Ritrovi, senza alcuna difficoltà, la montagna vera, quella spigolosa, che non sempre riesci a domare, maestosa e a volte spaventosa.In questo romanzo la montagna riesce a svestirti di ciò che è superficiale per farti entrare in dialogo con la terra.Un libro che ti prende fin dalla prima pagina, in un inno alla montagna, alla famiglia e all’amicizia: quella che lega i due protagonisti, diversi ma complementari, Pietro e Bruno.Paolo Cognetti racconta un’amicizia vera senza ricorrere allo sdolcinato o al patetismo, lasciando parlare i silenzi, il pudore, le attenzioni, i gesti, lo scorrere del tempo. Anche i destini dei due amici, alla fine del romanzo, dopo che le vite avevano preso strade diverse, si ricollegano alla montagna: chi vi ritorna per sempre, chi è condannato a vagarle tutte, tutte le montagne.Un libro che non si può non leggere. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
La saga dei Florio

La saga dei Florio Siamo negli anni della Bell’Epoque che vide una Palermo splendida in un periodo di pace e di benessere generale grazie a scoperte importanti e a progressi tecnologici.La famiglia Florio è stata il simbolo di quel periodo e della Sicilia tutta. Stefania Auci ne ha narrato la storia, le fortune e le disgrazie.La storia dei Florio iniziò a Bagnara Calabra e proseguì a Palermo.Paolo Florio aveva diverse attività commerciali in Sicilia ed era l’unico a vendere un medicamento per la malaria, il chinino, che farà la sua fortuna.Dopo pochi anni Paolo Florio morì lasciando al fratello Ignazio suo figlio Vincenzo. Vincenzo, conosciuto come Senior, grazie agli studi fatti in Gran Bretagna ebbe una visione più moderna degli affari oltre a una fitta rete di relazioni importanti. Investì in diversi settori come quello del tabacco, del cotone e del vino marsala che fu conosciuto in tutto il mondo.Alla morte di Vincenzo, gli successe il figlio Ignazio Sr che con grande maestria e disponibilità economiche accrebbe e potenziò il giro degli affari familiari. Acquistò le isole di Favignana e Formica e organizzò una grande tonnara con stabilimento conserviero, sperimentando un nuovo metodo di produzione. Gli ultimi due eredi della dinastia Florio furono Ignazio Jr che sposò Franca Jacona di San Giuliano e suo fratello Vincenzo.Vantavano un impero che spaziava dalla chimica al vino, dal turismo all’industria del tonno. Nessuno poteva immaginare che questa famiglia agli inizi del 900 potesse andare in contro ad una sventura umana ed economica. La splendida vita dei coniugi Florio fu costellata di disgrazie familiari come la morte dei loro due figli. La loro situazione economica si fece sempre più grave. A determinare il crollo economico dei Florio è stato probabilmente un insieme di fattori, l’esposizione con le banche, l’impegno per la costruzione di 8 transatlantici, le leggi imposte dal governo Giolitti.Ignazio morì nel 1957 e il fratello Vincenzo lo raggiunse 2 anni dopo.In poco tempo un patrimonio che sembrava immenso sparì nel nulla.Una famiglia che ha lasciato un segno, la cui storia è bene che venga conosciuta anche come monito. Nulla può di fronte al destino. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
Dalla terra alla tavola

Dalla terra alla tavola Quando il cibo entra nella narrativa per ragazzi, porta con sé invenzione, umorismo e un forte senso di meraviglia. Nel libro che vi proponiamo oggi, Dalla terra alla tavola, a cura di Grazia Gotti e Silvana Sola, tutti questi ingredienti non mancano.Venti storie riscritte da Alessandra Valtieri in una raccolta edita da Einaudi Ragazzi. Un libro che mio figlio Benedetto ha sempre apprezzato tanto ma che per questo non abbiamo mai ringraziato abbastanza chi ce lo ha donato.Sono venti storie provenienti dal folklore, dalle leggende, dalle cronache e dalla tradizione letteraria. Alto e basso insieme, laico e religioso, Oriente e Occidente perché “Buono da mangiare, buono da pensare” affermava Claude Lévi-Strauss, come ci ricordano le curatrici nell’introduzione.Sono venti racconti ognuno dedicato ad un cibo diverso.Riso, grano, sale e zucchero, fichi e uva, ma anche altri alimenti più o meno diffusi sulle nostre tavole ci vengono presentati attraverso fiabe e favole antiche, accompagnate da tavole illustrate da diversi autori, che ci permettono di cogliere il profondo legame che da sempre unisce l’uomo alla terra nella continua ricerca di fonti e risorse per il sostentamento.L’antologia si configura come un vero e proprio percorso di lettura interculturale per iniziare a conoscere patrimoni culturali e tradizioni diverse, per compiere quindi un primo passo verso “l’altro” e iniziare a comprenderlo meglio. Non a caso cibo, fiabe e favole ci raccontano proprio questo condensando parte della storia di ogni popolo o gruppo sociale, le loro radici, le loro usanze e tradizioni.E tra le tante storie raccolte, quella de la regina delle api è quella che prediligiamo in famiglia, storia di tre fratelli e delle prove che devono affrontare per sposare la principessa e salvare il regno, dove colui che trionfa è quello attento al mondo che lo circonda, che non distrugge, ma protegge.Tra queste pagine tanti spunti dunque per parlare di cibo, di alimentazione ma non solo.Se poi siamo curiosi di saperne di più, alla fine del volume ecco la lista di alcuni ingredienti presenti nelle storie, con brevi informazioni e curiosità utili.Con un menù così ricco viene proprio voglia di mettersi ai fornelli, magari per preparare qualcosa di insolito. Che ne dite dei Dango? Palline di riso o di patate da infilzare in spiedini. Questi dolcetti giapponesi, facili da preparare, solitamente si mangiano accompagnati da te verde. Sono perfette dunque con queste temperature invernali per imbandire una bella merenda da proporre ai nostri bambini, cucinandola con loro dopo aver letto naturalmente queste splendide storie! Che ve ne pare? Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
Il Marsala di Vittorio Lo Jacono

Il Marsala di Vittorio Lo Jacono Varcata la soglia del nuovo anno, ricchi sempre di nuovi propositi, soddisfatti delle incursioni gastronomiche dovute a pranzi e cene con amici e parenti, dovendo tornare a più sobrie abitudini, diamo libero sfogo alla golosità attraverso le pagine di un buon libro accompagnandole, come è nostra consuetudine, con un calice di vino.L’anno inizia, purtroppo con una notizia sconfortante: solo il 27% dei siciliani legge!Come possiamo incentivare a non perdere sane abitudini?Forse suggerendo mensilmente un testo che ci ha colpito, appassionato e che comunque è passato sotto i nostri occhi?Iniziamo l’anno con un libro che ci è caro, non solo per il contenuto ma anche per l’autore di cui nutriamo profonda stima e amicizia. Per voi La Storia del Marsala, Dai mercanti inglesi ad oggi, edito da Spazio Cultura edizioni di Vittorio Lo Jacono.Vittorio Lo Jacono in questo volume ha voluto proporre la storia di uno dei più affascinanti prodotti della nostra terra: il Marsala.Lo fa in maniera semplice e immediata com’è la sua scrittura, lo fa da entusiasta conoscitore e scopritore la realtà isolana a cui appartiene, com’è il suo carattere.Badate bene, non si tratta di un romanzo.Il presente volume narra i fatti così per come sono andati, le vicende storiche, magari non particolareggiate ma sicuramente precise e puntuali, del primo vino italiano ad essere riconosciuto come DOC – denominazione di origine controllata.Ecco allora ripercorrere le tappe più importanti dalle origini ai giorni nostri, ed ecco spiegato perchè, questo testo è un’ottima e preziosa risorsa anche per chi, per la prima volta, vuole approcciarsi ad un tema così vasto che è quello del marsala.La storia del vino marsala è anche storia della città, dell’agro occidentale della Sicilia che proprio per questo prodotto ha cambiato volto in poco più di un secolo.Dopo una breve introduzione sulla cittadina che diede nome all’omonimo vino ci ritroviamo alla fine del ‘700, in una Sicilia già famosa per vini alcolici, robusti e a buon prezzo.Il vino da cui nacque il Marsala era conosciuto localmente come Perpetuum, dal metodo di invecchiamento, per il quale una botte veniva colmata del vino mancante consumato con il vino d’annata, di fatto rappresentando una sorta di metodo Soleras effettuato con una sola botte. John Woodhouse arrivò a Marsala nel 1773 e fu colpito dalla bontà del vino locale.Pensò che, opportunamente fortificato, avrebbe potuto tranquillamente sostituire Porto, Madeira e Sherry prodotti rispettivamente in Portogallo, Spagna e Francia con le quali l’Inghilterra era perennemente in guerra. Imbarcò allora una cinquantina di botti aggiungendovi acquavite, per evitare che il viaggio modificasse le caratteristiche organolettiche. Il Marsala in Inghilterra ebbe successo. Così tanto che sbarcarono in Sicilia altri inglesi come Hopps, Payne ed Ingham & Whitaker.Ed è proprio da queste aziende, o quel che ne resta che è partito il nostro autore: ha toccato con mano documenti, etichette, delle quali molte sono riproposte nella parte visiva del libro, ha visitato cantine e ne ha chiesto e conosciuto la storia. Storia che poi ha riportato fedelmente.Nel 1832 fu un italiano, Vincenzo Florio, figlio di un ricco armatore calabrese, a fondare le cantine omonime. Grazie alla flotta su cui poteva contare la ricca famiglia Florio il Marsala toccò l’apice del successo. A stretto giro, altri imprenditori apriranno le loro cantine, come Rallo nel 1860, primo siciliano a produrre Marsala.La prima battuta d’arresto in questa storia di successo si ebbe con il proibizionismo americano (basti ricordare l’etichetta “Hospital Size Marsala Tonic” un bicchierino pieno due volte al giorno) che vietò l’importazione dell’alcool.Ma il vero colpo di grazia al mercato e alla fama del Marsala avvenne negli anni ’70, con l’introduzione delle tipologie aromatizzate “all’uovo” che peggioreranno la qualità del prodotto, allontanando così i consumatori anche dal Marsala tradizionale.Agli inizi del novecento le Cantine che producevano vino Marsala erano 40, oggi se ne contano una quindicina.Sebbene oggi la produzione del celebre vino è notevolmente ridotta, ha fatto bene il nostro autore a riproporne la storia, non solo per farla conoscere, ma perchè ricordando non si dimentichi e, anzi, si valorizzi la memoria. E’ impossibile non rimanere attratti da questo scritto, invogliati ad approfondire la materia magari con qualche calice odoroso fra le mani. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. 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