Verticale Beleda 2015, 2017, 2019

Verticale Beleda 2015, 2017, 2019 Il Beleda è un Cataratto in purezza, fiore all’occhiello del vitigno di Alcamo. La sua etichetta dalle sembianze di una carta stropicciata mostra, attraverso tre lamine dorate, le porzioni di terra coltivate a Catarratto come viste da un satellite. Il nome Beleda è un aggettivo risalente al 1185 adoperato dal pellegrino andaluso Ibn Jubair nel suo Diario di Viaggio per definire la città di Alcamo intendendo con tale termine cittadina con mercato e moschea, un vino che vanta le medaglie dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso sia per la vendemmia 2013 sia per quella del 2015 e del 2017. Ed è proprio su questa referenza nelle annate 2015, 2017, 2019 che Rallo propone oggi sul mercato una Verticale. Il Catarratto è uno dei principali vitigni a bacca bianca siciliani e sebbene sia ampiamente diffuso in tutta la regione, la sua zona elettiva è sicuramente il trapanese; a Pattipiccolo noi di Rallo lo coltiviamo per 16 ettari e costituisce il nerbo della nostra produzione alcamese. Per lungo tempo quest’uva è stata la protagonista, insieme all’insolia e successivamente al grillo, del grande vino Marsala, tuttavia il declino di questo vino fortificato ha portato al progressivo abbandono della sua coltivazione, preferendo vitigni internazionali commercialmente più conosciuti e remunerativi, pur rimanendo il Catarratto l’uva a bacca bianca più coltivata in Sicilia e seconda in Italia solo al Trebbiano Toscano. Negli ultimi decenni il Catarratto ha lentamente riconquistato un ruolo di primo piano tra i bianchi dell’isola. Diverse sperimentazioni hanno portato a una rivalutazione di questo vitigno in grado di prolungare la sua vita al di là dell’annata di uscita grazie alla sua elevata acidità. L’Azienda Agricola Rallo crede molto in questa cultivar proponendola insieme al Beleda anche nella versione naturale con l’AV01 – un vino a fermentazione spontanea, zero solfiti aggiunti – dimostrando così che questa varietà ha delle potenzialità inespresse e tutte da scoprire. Tutto, come sempre, ha inizio dalla terra. Le uve che meglio si prestano ad affinamento devono avere preferibilmente basse rese, devono arrivare alla maturazione fisiologica ottimale e massima attenzione deve essere prestata a tutte le fasi della vendemmia, anche durante il trasporto perché l’uva deve arrivare in cantina perfettamente sana.Segue una pressatura soffice per evitare un rilascio eccessivo di sostanze come catechine e antociani, prime cause d’ossidazione.Occorre infine mantenere il ph basso ma una mineralità elevata, tipica della cultivar. Pulizia statica dei mosti, utilizzando la tecnica del freddo.La temperatura di fermentazione deve essere controllata.L’affinamento del vino avviene sui lieviti che periodicamente vengono rimessi in sospensione. Infine, segue l’affinamento in vasca d’acciaio. E’ importante la buona struttura in grado di resistere al tempo. La freschezza, o acidità, è l’elemento che fa la differenza: più passa il tempo e più cala questa sensazione spostando l’equilibrio sempre più verso la morbidezza. Sorseggiando il bicchiere di Beleda vendemmia 2019 saremo colpiti a naso da nuance che evocano la mandorla, i fiori di campo, il glicine, le erbe medicinali. In bocca lo troviamo teso e di carattere, di succosa e rara mineralità innervata in un frutto opulento e raffinato.Il bouquet fresco e fruttato non viene meno nell’annata 2017 tuttavia grazie alla notevole acidità, al buon corpo e struttura, evolve verso note di grande fascino in cui spiccano quelle di agrumi, di fieno, e la macchia mediterranea fa da protagonista.Col passare del tempo, e lo scorrere dei bicchieri, versando l’annata 2015 ci si rende conto di come le durezze del vino tendono a smorzarsi, i tannini si fanno più morbidi e setosi, gli acidi perdono la loro spigolosità ma senza perdere la nota fresca e minerale tipica del vitigno e il vino diventa più armonioso e complesso. Una verticale assolutamente da provare. In edizione limitata, la confezione da sei bottiglie della verticale di Beleda è già disponibile al costo di 90 euro. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola
Buon anno a tutti di Andrea Vesco

Buon anno a tutti di Andrea Vesco Nella nostra piccola comunità quest’anno sono nati due bambini, due maschi. Questi eventi, insieme ad altri tre in particolare: il ristabilirsi di equilibri familiari e personali dopo una separazione e la notizia di due pericoli scampati in ambito sanitario, non possono che definire il 2020 come un anno da ricordare almeno per coloro che in prima persona hanno vissuto o rivissuto l’inizio della meravigliosa esperienza della genitorialità dentro e fuori la coppia, così come per coloro che hanno potuto riprendere sonno con maggiore certezza che l’indomani sarebbe stato “semplicemente” un altro giorno e non uno degli ultimi. Noi tutti siamo stati coinvolti, a tutti noi è interessato. A partire da Marzo siamo stati gettati nello sconforto da eventi più grandi di noi, siamo stati ripresi e richiamati al ruolo unico che ci compete, quello di uomini soli in prima battuta, davanti alle difficoltà della vita che ritornavano ad essere, come più volte accaduto in passato, letteralmente difficoltà della vita e non solo della nostra vita. Abbiamo temuto e temiamo per la nostra salute, per la nostra incolumità, per quella dei nostri cari, abbiamo avuto paura che la pandemia potesse mettere in serio pericolo la nostra azienda, i nostri averi, la nostra piccola comunità. Abbiamo avuto paura che la malattia potesse mettere a repentaglio posizioni economiche conquistate a fatica dopo anni di lavoro e sacrifici, potesse, in sintesi, portare via con se tutto in una nemesi inarrestabile. Così sembrava, sembrava e sembra. Il silenzio per le strade, nei cieli, nei mari, l’immobilismo assoluto cui, nella prima fase, la pandemia ci ha costretto, rimandava inevitabilmente ad un’idea di morte, di assenza.Io l’assenza l’ho vissuta ed odiata come la peggiore delle sciagure. La metafora della quercia, prima ancora di studiarla, l’ho vissuta in prima persona; dopo a scuola riconobbi la vita in una poesia e capi nella voce di mia madre che leggeva quella poesia, che per noi poesia noi era, come se fosse una poesia, che anche la vita potesse essere poesia. Quando hai qualcuno con cui lottare la sconfitta diventa improbabile, quando sei solo inevitabile. Noi, nella nostra piccola comunità, abbiamo lottato insieme, tutti insieme.Nel 2020 abbiamo serrato le fila e qualcuno che oramai da tempo non c’era più è andato via, qualcun altro ha cercato e trovato un modo per restare, gli altri si sono stretti tutti attorno, votati prima ad un unico ideale, sopravvivere e poi, da soggetti adulti, a cavare da questa situazione il meglio possibile. A Gennaio 2021 posso serenamente dire che la nostra piccola comunità è riuscita nel suo primo intento, e sta lavorando per ricavare da questa esperienza risultati utili per il proprio futuro lavorativo.Nonostante il fatturato abbia registrato una pesante flessione, siamo riusciti grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti, in testa i dipendenti tutti, a ridurre, in maniera maggiore dei ricavi, i costi, e va da se che l’equilibrio è stato ritrovato. In questa drammatica condizione siamo anche riusciti a mantenere alcuni investimenti, ovviamente solo quelli essenziali il cui arresto avrebbe cagionato maggiore danno che beneficio alle casse aziendali. Rispetto al bene della nostra impresa, che vive come ogni singola comunità di relazioni, tutti coloro che ne avevano titolo o possibilità, hanno dato un contributo: i clienti che nonostante le enormi difficoltà del settore hanno, nella maggior parte dei casi, onorato i propri debiti dimostrandosi nei fatti e nei gesti amici, legittimi destinatari di stima oltre che di merci; i dipendenti che hanno visto ridursi il salario in maniera significativa ma non per questo hanno arretrato di un passo rispetto agli obblighi nei confronti dell’impresa; gli agenti che hanno continuato a gestire le relazioni con i clienti e supportato ogni richiesta in maniera pronta e professionale nonostante la decisa riduzione dei volumi; i fornitori, pazienti ed attenti a non creare interruzioni nella consegna delle materie prime; gli istituti di credito, che seppure investiti a loro volta dallo tsunami della crisi, hanno reagito e supportato le imprese meritevoli; gli obbligazionisti della società che hanno propria sponte, aderito alla moratoria sui crediti, infine i soci che hanno, di concerto con la pubblica amministrazione, rafforzato la struttura patrimoniale della società per consentirle di guardare al futuro con maggiore serenità e fiducia. A tutti loro va il mio ringraziamento, ai miei dipendenti in particolare, la gratitudine per avermi, in un momento di tensione, con un moto di orgoglio rappresentato con fermezza la dignità del lavoro al di la di ogni servilismo. Salutiamo questo anno appena trascorso con la speranza che nulla di simile mai più si presenti, con l’angoscia e tristezza per i troppi, conosciuti e non, che sono andati via, ma con la gratitudine per esserci ancora e l’orgoglio, anche questa volta, di avercela fatta.Grazie e buon anno a tutti! Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo
Le letture immancabili sul tè

Le letture immancabili sul tè Nonsolovino ospita Spazio Cultura Libreria Macaione di Palermo. La nostra rubrica si arricchisce con una sezione dedicata ai libri. Nicola Macaione sarà il vostro cicerone, vi consiglierà i libri per approfondire i temi che tratteremo portandovi alla scoperta di autori, scritti e curiosità.Ma prima di lasciarvi ai consigli vi raccontiamo perché abbiamo deciso di affidarci a Nicola Macaione. La storia dei Macaione è un tassello importante dell’evoluzione culturale di Palermo. Un intreccio di forti legami familiari e amore per il sapere il cui principio risale ai giorni dell’occupazione delle truppe alleate in Sicilia, esattamente al momento in cui una sorta di “Piano Marshal” di allora, guidato dal responsabile della ricostruzione dell’amministrazione civile di Palermo Charlse Poletti, diede il via libera alla concessione di licenze commerciali. Fu il nonno di Nicola, Rosario, a cogliere quest’occasione per piantare il primo seme di quest’impresa familiare ancora oggi florida, in un basso tra via Maqueda e Via Sant’Agostino, in pieno centro storico. I Macaione hanno fatto la loro parte per la rinascita della città. Sono stati sempre a fianco delle famiglie, dei giovani e degli studenti facilitando loro l’accesso alla cultura, hanno fatto da supporto a una società civile che andava incontro a grandi cambiamenti e rivoluzioni, sono rimasti sempre al passo con i tempi per spronare e saziare la sete di conoscenza. Oggi, al 102 di Via Marchese di Villabianca, nella libreria aperta dallo zio Umberto in pieno boom economico, i Macaione proseguono la loro missione con una visione contemporanea di condivisione e divulgazione. Hanno modificato l’esperienza d’acquisto del libro, hanno fatto evolvere la libreria in uno spazio trans culturale, dove convergono arti, iniziative, progetti che riguardano i più diversi ambiti, sostenendo anche l’ambito del volontariato e del sociale, dove rimane sempre al centro di tutto la relazione personale, la cura del cliente dei librai di una volta. Ma adesso spazio ai consigli! Il tema è ancora una volta il tè. Volete saperne di più su questa bevanda? ecco tre libri assolutamente da leggere! Letture sul tè consigliati dal libraio Nicola Macaione: Il tè, l’infuso che da sempre, da quando i primi uomini utilizzarono le foglie di queste piante, regala momenti piacevoli di condivisione con la propria anima o con le persone che amiamo. Proprio per questo molta produzione letteraria dedica a questa bevanda pagine intense.Ho scelto tre libri tra i tanti che avrei potuto consigliare sul mondo del tè.Per saperne di più consiglio prima di tutto di tenere a casa il Manuale della preparazione del tè. La cerimonia del tè. Stili di infusione di Davide Pellegrino, pubblicato da Giunti Editore – ISBN 978-88-09868-81-6 prezzo di copertina Euro 20,00, libro fondamentale per tutti quelli che desiderano conoscere bene non solo tutte le varietà di lavorazioni, ma anche la cultura che ruota attorno alla storia del tè. Notevole il bellissimo corredo fotografico e il glossario che aiuta anche a chi si approccia a dei termini per lui nuovi. Un’opera fondamentale da gustare appieno è Lo Zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura, il poeta giapponese che scrisse agli inizi del secolo scorso, in lingua inglese, un libro dedicato a noi occidentali per comprendere meglio tutta la simbologia legata al tè e ai suoi millenari riti, descrivendone puntigliosamente le originali cerimonie. Il libro è pubblicato in Italia, con la traduzione di Laura Gentili, nella collana economica da Feltrinelli – ISBN 978-88-07885-13-6 prezzo di copertina Euro 7,50. E grazie al tè ho la possibilità di ricordare la figura del grandissimo Guido Ceronetti che meriterebbe di essere più conosciuto dal pubblico di lettori, che con la sua opera Pensieri del tè, pubblicato da Adelphi – ISBN 978-88-45902-49-9 prezzo di copertina Euro 10,00, la sublime bevanda diventa essenziale per chi vuole sentirsi vivo e in armonia con se stessi e il mondo intero. Di seguito riporto un brano tratto dalla prefazione:Due volte al giorno, verso le sei del mattino e le cinque della sera, tazza ripetuta di Tè verde della Cina arriva con la sua infallibile virtù unitiva, confirmativa, risuscitativa, a disincagliarmi e a preservarmi da ogni specie d’inerzia, d’inebeti-mento, di abbattimento. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla
Alessandra Brandi e Camellia tea house

Alessandra Brandi e Camellia tea house Nonsolovino ospita Alessandra Brandi. Del tè, la sua più grande passione, ne ha fatto ragione di vita professionale. Camellia Tea house, in via San Lorenzo a Palermo, potremmo definirlo, infatti, il coronamento di un sogno. Non una semplice bottega. E’ il luogo dove ogni giorno Alessandra fa cultura del tè portando i clienti alla scoperta di un mondo variegato. In questo post si racconta e ci regala un vademecum sui tè e le coccole per riempire le nostre giornate di primavera inoltrata. Sono sempre stata un’appassionata di tè. Nella mia cameretta, da piccola, organizzavo con set di tazze e teiere fantasiosi tea party con le mie bambole. Tutto nasce da un un libro regalatomi da mio padre. Raccontava la storia di una bambina che abitava in una baita in montagna e che ogni giorno, dopo lunghe scivolate sulla neve con lo slittino, si dilettava a prepare il tè. Mi affascinavano i rituali di questo gesto. L’accenzione del bollitore, il tè che riempiva la tazza, il tempo dedicato a gustarlo, a volte sola a volte con qualche amica. Mi affascinava sopratutto il fatto che non usasse la classica bustina da tè a cui ero abituata io ma foglie sfuse nell’acqua. Mi straniva che lei prendesse il tè giornalmente non perché stava male ma perché le piaceva e le dava benessere. Tutto ciò rimase per tanto tempo impresso nella mia mente. Crescendo iniziai a documentarmi e scoprii che esistevano il tè verde, tè bianco, tè giallo, tè nero, tè puer, tè oolong, prodotti tutti da un unica pianta, la Camellia Sinensis. Inizialmente questa pianta veniva coltivata in Cina, poi si diffuse in Asia, in India e nel resto del mondo. Di Camellia Sinensis esistono tantissime varianti. La differenza tra i vari tipi di tè consiste nella lavorazione delle foglie. Le foglie del tè verde, ad esempio, non vengono ossidate, ecco perché mantengono il loro colore. Invece le foglie del tè nero vengono ossidate e per questo diventano scure. E ancora, il tè bianco viene ricavato dalle prime foglie e una volta raccolte, rigorosamente a mano, vengono lavorate ed essiccate al sole. Le prime foglie e la lavorazione manuale fanno del tè bianco la varietà più pregiata (e costosa). Non a caso viene definito “il tè dell’imperatore”. Mentre il tè oolong o wulong o chiamato anche tè blu, è un tipo di tè semiossidato prodotto in Cina e a Taiwan. Le foglie vengono raccolte e immediatamente fatte appassire al sole, agitate nelle ceste cosicché i bordi si frantumino. Per finire esiste un’altra tipologia, il té puer, detto anche post- fermentato. Queste foglie subiscono un processo di lavorazione che contempla tante fasi, la più importante di queste è la maturazione delle foglie in cantine umide. Non a caso il suo aroma ricorda la terra umida. Questo tè è considerato per le sue proprietà “un’l’elisir di lunga vita”, in Cina addirittura viene considerato come una medicina. Inoltre il puer migliora con l’invecchiamento, come i vini pregiati. Purtroppo facciamo una vita molto frenetica e dedichiamo poco tempo a questa meravigliosa bevanda dalle infinite proprietà, ma credo che dedicare ogni giorno cinque minuti per la preparazione di un buon tè in foglia, potranno solo regalarci benessere al nostro corpo e alla nostra anima. Ed è proprio grazie a questa bevanda che tanti di noi abbiamo trascorso questa triste quarantena con una tazza calda di tè tra le nostre mani cercando di viaggiare con la mente scacciando i pensieri negativi e allo stesso tempo scaldando i nostri cuori e curando la nostra anima. Ma adesso veniamo ai consigli e a come gustare al meglio una, o più, buone tazze si tè in queste giornate di primavera. Sorseggiare una tazza di tè può solo far bene, che sia colazione, pranzo o break pomeridiano e questo a prescindere dalle stagioni. Tale bevanda infatti, non è da relegare solo a rilassanti pause invernali, il suo consumo risulta gradevole anche durante le stagioni calde. Il tè verde è consigliato in questo periodo. Risulta al gusto più erbaceo del tè nero ed è considerato dai cinesi più rinfrescante e, infatti, viene bevuto prevalentemente in primavera e in estate. In autunno invece viene preferito il tè nero per la sua capacità riscaldante. Tale consuetudine tuttavia non è seguita in modo sistematico ed è meglio scegliere il proprio tè in funzione dei propri desideri, bisogni e gusti. Io per esempio tra tutti prediligo il tè verde e lo bevo sempre, mattino, pomeriggio, estate o inverno. Al mattino: Consiglio il tè nero, l’english breakfast o l’assam perché sicuramente sono i più corposi e anche quelli più facili da abbinare ai biscotti occidentali consumati durante la colazione. Una curiosità: al Dalai Lama piace l’assam. Quando è venuto a Palermo, il suo entoruage ha comprato l’assam da me, ero l’unica in città ad avere il tè che cercavano! Pranzo: Mi viene in mente immediatamente il Lapsang Souchong, una varietà di tè nero cinese. Questo tè, dopo essere stato fatto ossidare, viene essiccato e affumicato con legno di pino o cedro. La sua caratteristica è la notevole nota affumicata che lo rende anche adatto all’utilizzo in cucina,. Un consiglio: usatelo per sfumare il risotto. Dopo pranzo il tè consigliato è il Pu’er. Aiuta a digerire, brucia i grassi, contrasta il colesterolo cattivo. E per le cene d’estate (arriveranno presto) consiglio due infusi: uno agli agrumi e uno ai frutti di bosco. Da infondere anche nel vino, preferibilmente bianco, insieme a ginger, sprite o bitter. Rinfrescanti, rilassanti, profumati. Provare per credere! Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese
La nuove veste dei 5 monovarietali

MENÙ IT ・EN La nuove veste dei 5 monovarietali Ogni vino racconta una storia dell’Azienda di cui fa parte, una sua espressione o una sua caratteristica e le etichette sono manifestazioni tangibili di tali racconti.La nostra storia è legata al territorio di Alcamo, alle sue terre, alle sue morbide colline. Non di meno all’areale marsalese da cui proviene il grillo della fascia costiera. O ancora, a Pantelleria, per il prezioso Zibibbo.Luoghi diversi, cultivar diverse, etichette diverse. Sono i luoghi dei nostri terreni, luoghi di cui i vini, anche con le loro etichette, si fanno portavoce. Un antico detto cinese dice: “quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte”. E l’etichetta è un messaggio, forse il primo, contenuto in uno spazio davvero limitato. Abbiamo dato una nuova veste, più dinamica e moderna, ai nostri 5 monovarietali. Si tratta delle referenze Bianco Maggiore, Al Qasar, Evrò, Il Manto, La Clarissa, caratterizzate dai loro colori netti, accesi, forti.Quattro vini su cinque provengono dall’areale alcamese, uno, il bianco maggiore, da quello marsalese.Per il rifacimento di queste cinque etichette si è scelto di seguire una strada volutamente discreta, che non disorientasse e che contenesse gli obiettivi comunicativi prefissati.E i nostri obiettivi sono due: raccontare il territorio da cui il vino proviene nella maniera più onesta possibile e proporci, distinguerci, come azienda produttrice di vini bianchi. Ecco allora comparire linee morbide, semplici, pulite per le colline alcamesi o linee leggere, a tratti, per le liquide distese salmastre perchè valorizzare l’identità vitivinicola, il suo rapporto col territorio di origine e l’espressione della sua unicità, passano anche attraverso un packaging che esprima insieme eleganza e piacevolezza, nonché una rassicurante e continua tradizione.Il richiamo alla grafica precedente è palesato dai colori netti, accesi e forti che non spariscono ma scendono lentamente verso il basso, lasciando posto al bianco.Un bianco essenziale, senza decori.Come è l’oggi. Tutte le notizie ralloweblog Merano Wine festival 2024 MENÙ IT ・EN Merano Wine festival 2024 “Quo Vadis?” La 33° edizione di Merano WineFestival, in scena dall’8 al 12 novembre 2024, lancia il quesito a tutti gli attori del s ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 MENÙ IT ・EN Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nes Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco MENÙ IT ・EN Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barri ralloweblog Quando l’anima sa leggere MENÙ IT ・EN Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana co ralloweblog Alba Rosea wine MENÙ IT ・EN Alba Rosea Nel panorama enologico il vino rosato non ha sempre la reputazione che merita, resta relativamente sconosciuto, e si hanno ancora pregiudizi o scarsa cono ralloweblog La casa dello champagne MENÙ IT ・EN La casa dello champagne Helen Fripp in La casa dello champagne, Newton Compton editori, ci racconta la storia affascinante che si nasconde dietro alla celebre produz ralloweblog 1 Marzo 2024 1 Marzo 2024 L’uomo si sa, per natura è un “animale sociale”. Il bisogno di connessione è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano, che trova nella capacità del da
Intervista alla psicologa Daniela Randazzo

Intervista alla psicologa Daniela Randazzo Il tè per noi occidentali è un rituale sociale. E’ sempre stato occasione di condivisione con gli amici, una buona norma di benvenuto a casa, la parentesi temporale in cui rifugiarsi e ritrovare un proprio spazio – tempo. Vi avremmo portato alla scoperta dei tè più pregiati al mondo con la masterclass sui Colori del Tè, il primo appuntamento del ciclo di incontri culturali NONSOLOVINO sospeso poi per la pandemia. Il tè, e gli altri temi del format quali i tessuti, la musica e la biodiversità, li approfondiremo in questa rubrica attraverso una serie di articoli, interviste e contributi di esperti. Partiamo quindi proprio dal tè e da una prospettiva diversa. La bevanda così come l’abbiamo sempre consumata fino a due mesi fa potremo definirla un ricordo del mondo di prima, della nostra vita pre Covid – 19. Con il lockdown e la quarantena quella tazza di tè che scandiva le nostre giornate ha cambiato irrimediabilmente sapore, così come è avvenuto per tutto il resto. Adesso che ci addentriamo nella fase 3, che ci ritroviamo allo start della ripartenza ci chiediamo che sapore avrà il nostro amato tè, che sapore avrà il mondo in cui ritorneremo e come saremo noi stessi. Inauguriamo allora questo spazio con l’intervista a Daniela Randazzo, psicologa palermitana. Molte nostre abitudini sono cambiate con il lockdown. Che significato hanno acquistato i rituali della nostra vita?Durante le prime settimane di quarantena certi rituali sono diventati ancoraggi. La gente costretta a stare a casa ha cercato l’ancoraggio nelle sicurezze, nei ricordi, nelle emozioni positive che suscitavano i rituali che scandivano la loro vita precedente.Si è andati così alla ricerca del tempo perduto, citando proprio la tazza di té e le madleine proustiane. Ritagliarsi certe pause, oppure cucinare, ha avuto una funzione di rassicurazione, di contenimento dell’angoscia che montava giorno dopo giorno durante il lockdown, quando era difficile capire come sarebbe stata la realtà e noi stessi in questa reclusione, nella convivenza con familiari che dopo 60 giorni sono diventati competitor nella divisione degli spazi e del tempo. Proprio il tempo sospeso ha una controparte, è un tempo vacante, a molti è sembrato una grande risorsa, un auspicio per il dopo coronavirus, in cui abbiamo ci siamo impegnati a tenerci attivi anche per essere persone migliori, abbiamo riscoperto come vivere meglio con le cose semplici.Tutto questo aveva una spinta iniziale. Il rituale adesso come evolverà nel tempo, nella fase 3?I rituali nati nella quarantena rischiamo di perderli strada facendo.Nel rientro graduale alla vita frenetica di prima, perderemo qualcosa.Il rischio è che quel momento rassicurante non ce lo ritroveremo.Ma bisogna tollerare l’incertezza di questa transizione, al di là delle coordinate. L’incertezza è umana e soggettiva. Condividere il tè, il cibo, il vino sono appunto momenti di condivisione sociale. Siamo allora pronti, adesso, all’incontro con l’altro?Penso che il rientro debba essere graduale.Sarà un rientro gentile.Molti in quarantena si sono sentiti sicuri nelle loro case. La casa ha riacquistato il significato di tana, nido, di luogo certo. L’incontro con l’altro in questo momento può generare ansia.Ci stiamo tutti preparando a ritornare alla vita sociale ma non riusciamo a configurarcela. Come possiamo affrontare questo momento di transizione e con tutte le limitazioni del distanziamento sociale?Dobbiamo ascoltarci. Dobbiamo chiederci come ci sentiamo in questo momento particolare. Dobbiamo cominciare facendo ciò che è a nostra misura, al di là degli impegni e degli obblighi a cui siamo chiamati tutti.Ci dobbiamo la gentilezza.Quindi un ritorno alla vita graduale.L’altro è sempre stato specchio di noi stessi, siamo molto concentrati sui legami, per noi ha un forte significato il legame scelto, al di là di quello di sangue. Adesso l’altro viene percepito come portatore di virus. La relazione è diventata fonte di preoccupazione. Diamoci del tempo. Acoltiamoci. La socialità ha bisogno di essere riscoperta. Dobbiamo provare a ricordarci questo bisogno di socialità. Le reti amicali durante la quarantena si sono smagliate. Dobbiamo ritornare a fidarci dell’altro, a desiderare una vicinanza. Il tè, ritornando al tema, non ci salva dall’angoscia ma può essere una coccola individuale, uno spazio in cui possiamo provare a ricoltivare quei legami che comunque hanno subito un cambiamento e che sono rimasti un po’ sospesi. C’è un passaggio importante da considerare per ripartire. Quale?Riscoprire il piacere. Si parla di spinta verso il piacere, di una tendenza.Noi andiamo ricercando esperienze piacevoli, e per questo parliamo di spinte interne, legate al corpo e alla mente. Sono il risultato di una serie di veriabili che ci portano atrovare qualcosa che ci faccia sentire in armonia con noi stessi.Non diamo per scontato che una persona sia stata capace in questo lungo periodo di accudirsi e prendersi cura di sé. Perché il piacere è una disposizione ad ascoltarsi.E possiamo ripartire proprio da qui. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo
Il racconto di Pattipiccolo

Il racconto di Pattipiccolo Il giorno 8 maggio dell’anno 1920 in Giuliana (PA) quale fosse lo stato d’animo, le speranze e le paure, così come le aspettative economiche, le prospettive imprenditoriali di Don Benedetto Vesco al momento della stipula, per 84.000 lire pagate in biglietti di banca, dell’atto di acquisto di una porzione di quella che fu, per più di 4 secoli masseria denominata Pattipiccolo ma già nota come Mistretta, oggi non è dato saperlo.I documenti disponibili danno accesso a molte informazioni, sono ricche di dettagli ma da questi desumere i sentimenti di un uomo è impossibile; nonostante ciò, sarebbe plausibile pensare oggi, a 100 anni di distanza, che quell’uomo mai avrebbe potuto sperare ne tanto meno immaginare una continuità generazionale così prolungata. Allora, come oggi, quei fondi agricoli producevano uva e grano; olive no, non ancora.L’uliveto, sulla montagnola, sarebbe stato piantato qualche anno dopo, nel 1922 in occasione della nascita di uno dei suoi figli, il settimo, Andrea, mio nonno.L’ulivo sostituì il sommacco, estremamente ricercato fino ad allora per la concia delle pelli e sulla cui economia si era anche basata la ricchezza agraria della seconda metà dell’ottocento siciliano, ma già superato dai progressi della chimica. Tra gli ulivi, secolari, e tenacemente ancorati al suolo, ancora oggi qualche pianta di sommacco rimane, vivente vestigia di un passato oramai remoto. Oggi la triade mediterranea caratterizza il paesaggio e scandisce, nei singoli cicli biologici, i tempi delle nostre attività, identifica la proposta commerciale e ci qualifica come produttori agricoli di territorio specializzati in vino, in particolare bianco.Nel 1920 il vino veniva prodotto con tecniche che oggi possono a diritto definirsi arcaiche, commercializzato sfuso e misurato in botti da 416 litri, ma ieri come oggi era bianco e proveniente da uve Catarratto o Insolia, più raramente Zibibbo.La bottiglia, quale contenitore “standard” dalle nostre parti identifica la modernità e segna il passaggio del consumo dalla regolarità domestica all’occasionalità conviviale e celebrativa.Tutto è cambiato da allora, sono cambiati gli attori, è cambiata la società, l’umanità ha vissuto e pagato il prezzo di due guerre mondiali, di più di un genocidio, si sono radicalmente modificati gli equilibri tra città e campagna, si sono affinate le tecniche enologiche, sono mutate le aspettative e rinnovati i consumi ma Alcamo con il suo contado è rimasto il centro più vocato e rinomato per la produzione di vini bianchi di tutta la Sicilia così come Pattipiccolo è rimasto il fulcro di una produzione unica nel suo genere per ragioni pedoclimatiche e micro-zonali che consentono oggi di produrre e proporre vini come il Beleda o l’AV01 che fanno di Rallo uno dei più autorevoli rappresentati enologici di tutta l’isola. Rallo che già nel 1860 nelle cantine a Marsala produceva autentiche delizie, oggi è forte di un’ulteriore base ampelografica, diversa da quella marsalese me non per questo meno prestigiosa e soprattutto utile ad ampliare l’offerta già basata sull’uva Grillo nelle diverse possibili varianti fortificate e non. Nel tempo le singole storie di intrecciano, nel 1920, il giorno 8 del mese di Maggio, il mio bisnonno mai avrebbe potuto immaginare che la porzione di terra acquistata si sarebbe tramandata per generazioni, si sarebbe caricata di valori simbolici più forti di quelli economici, avrebbe un giorno fatto da base produttiva stabile per uno dei più prestigiosi marchi dell’enologia siciliana di allora e di oggi, che le uve coltivate su quelle parcelle di terreno avrebbero dato origine a vini conosciuti ed apprezzati in gran parte del mondo, destinati a finire in bottiglie in vetro con un tappo in sughero per essere conservati e trasportati prima di essere consumati sulle tavole per celebrare eventi o semplici singoli momenti.Nessuno sa oggi cosa accadrà nei prossimi cento anni ma una cosa è certa che oggi la grande tradizione enologica rappresentata dall’identità Rallo può contare, tra gli altri, su uno dei territori più vocati e di grande suggestione paesaggistica. Pattipiccolo è ideale per la coltivazione di uve bianche utili a produrre vini destinati a lunghi affinamenti in bottiglia e l’eredità fondiaria da me raccolta attraverso 4 generazioni, con il supporto diretto e partecipe di ogni singolo membro della famiglia, può vantare il sostegno di un tesoro esperienziale, RALLO, conosciuto ed identificabile attraverso le 5 lettere che ne riproducono il suono e che a sua volta fino al 1997 ha, anche quello, rappresentato oltre se stesso anche il cognome e la storia di una famiglia, di uomini e donne, che dal 1860, nel susseguirsi delle generazioni e nello ripetersi dei nomi: Diego, Antonio e Giacomo, hanno vissuto per lo sviluppo ed il consolidamento delle proprie produzioni della propria storia; ognuno di loro, con stati d’animo, speranze, paure, aspettative ed interessi che oggi è impossibile conoscere appieno e rappresentare, solo immaginare. Le storie si intrecciano, la storia cammina sulle gambe di ognuno di noi ma indifferente ai nostri stati d’animo, effimeri e passeggeri. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di
“Cominceremo a vedere una ripresa nel 2021. Prossimi mesi problematici”

“Cominceremo a vedere una ripresa nel 2021. Prossimi mesi problematici” In questi giorni turbolenti, a ridosso della fase 2, abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni dei nostri agenti di commercio che, come molti altri o probabilmente di più, stanno vivendo la crisi del lockdown. La loro testimonianza è pertanto fondamentale al fine di capirci qualcosa sull’evoluzione del prossimo futuro, sullo scenario dei prossimi mesi, per capire, anche, cosa dobbiamo aspettarci. La preoccupazione è il sentimento comune e molti di loro vedono la situazione con pessimismo. “Il momento è nero, non vedo rosee prospettive. Il morale è a terra – ci dice Mario Monteleone, agente nel trapanese -. Non solo per la rete vendita quanto per gli esercenti, i ristoratori, e per lo più piccoli imprenditori che già vivevano con difficoltà, basandosi sul guadagno portato dalla stagione turistica”. La stagione estiva è definitivamente compromessa. Il verdetto che emettono all’unanimità è chiaro. La riapertura a giugno, le restrizioni di distanziamento sociale, il flusso turistico che si preannuncia esiguo e di natura locale fanno già percepire, riferiscono, un quadro d’arresto che avrà conseguenze disastrose. “L’anno se ne andrà così – dichiara Giuseppe Spina, agente a Siracusa, che vede l’emergenza Covid-19 come qualcosa di ben peggiore e devastante della crisi del 2008. -. Vivremo grosse difficoltà. Sarà un problema il ripristino. Quando i ristoratori riapriranno avranno merci invendute, il rifornimento per i prossimi mesi non ci sarà. L’anno andrà via così. Pensate che io, già in questo periodo, chiudevo ordini con i lidi balneari. Adesso è tutto fermo. Tutto il 2020 andrà malissimo. Forse qualche cosa ripartirà nel 2021”. Dello stesso avviso è Accursio Lombardo, agente ad Agrigento. “Lavoro con due settori, caffetteria e ristorazione e la vedo nera per entrambi. Ripartiranno prima le caffetterie con tante limitazioni ma tutto si capirà meglio alla fine del mese di maggio con queste prime libertà. Sto contattando quotidianamente molti dei miei clienti per capire come si muoveranno e su 5 bar, 4 mi dicono di non voler/poter riaprire alle condizioni attuali.” L’effetto dell’azzeramento dei consumi che preoccupa gli agenti è la guerra sul prezzo. “La mia paura è che si finirà per svendere il prodotto e non lo trovo giusto – commenta Giuseppe Pitarresi, che segue il mercato di Palermo -. Mi aspetto una grande mano d’aiuto da parte dello Stato. Non trovo corretto svendere o regalare vino anche per il semplice fatto che non sarà poi facile far tornare indietro il cliente al vecchio listino”. La concorrenza spietata è il fattore che ucciderebbe il mondo del vino, rischio per loro da scongiurare. “Aspettiamoci il crollo dei prezzi – pronostica Spina -. Prevarrà la logica del prezzo e tutto quello che abbiamo costruito nel tempo, cioè il valore del brand, dell’azienda, della sua storia e del territorio che rappresenta, tutto sarà vanificato. Bisognerà ricominciare daccapo”. A fare da contraltare, a contenere, chi sfrutterà scontistiche aggressive sarà chi lavora con serietà e professionalità. “Solo così possiamo evitare il disastro -aggiunge Davide Manitta di Radici natural wines, agenzia di commercio e distribuzione a Milano -. Utilizzare la leva del prezzo è la cosa più facile ma anche la più stupida che si possa fare. Significa darsi la zappa sui piedi. Bisogna mantenersi entro un certo range di prezzo. Sì agli sconti ma non al sostanziale taglio del prezzo. Essere professionali significa questo. La battaglia sul prezzo la condurrà chi fa numeri e non chi fa qualità. Noi dobbiamo difendere la qualità, dobbiamo stare vicino a chi fa qualità. L’eccellenza, la qualità e il servizio saranno le tre carte che pagheranno nel mercato di domani”. Per gli agenti la ripresa girerà attorno a piccoli ordini di rotazione e con operazioni mirate.Il credito è un altro tema caldo dei ragionamenti di questo periodo. “La parte più difficile – secondo Pitarresi – sarà il rapporto con il credito, davvero un grande dispendio di energie e di tempo. Sicuramente occorrerà vedere i clienti più spesso, rendergli anche più accessibile l’acquisto, con delle operazioni mirate e sicuramente con meno cartoni”. Pensando allo scenario futuro Monteleone propone addirittura l’istituzione di un Comitato Etico Comportamentale. “Una proposta per le aziende, pensato non solo per fare gruppo ma per darsi e rispettare delle nuove regole di mercato. Intendendo con regole quelle di produzione, in termini di quantità, ma anche e soprattutto decidere unanimemente come affrontare il credito, questo per evitare una cannibalizzazione futura. Se ognuno di noi facesse qualcosa per spingere la macchina, l’Italia ripartirebbe ma non ha senso che a spingere sia solo lo Stato. Ognuno di noi, per come può, deve fare qualcosa.” La vicinanza con i clienti, il legame costruito nel tempo, il rispetto, saranno l’equipaggiamento umano e di valori che consentirà agli agenti, e alle cantine, di scendere in campo domani con più serenità. Nessuno degli agenti ha mai abbandonato in questo periodo i propri clienti e i produttori. “La vendita si è sempre basata sui rapporti umani, professionali, sociali – dice Monteleone – Quella online non ti consente né di entrare in tutti i mercati né di mantenere o instaurare un qualsiasi rapporto”. La relazione umana è fondamentale per Chiaramonte, l’agente della provincia di Messina: “La visita al cliente rimarrà insostituibile – chiosa perentorio -. Per il nostro lavoro il contatto diretto è alla base. Forse ci vedremo meno, faremo più chiamate via video ma non rinunceremo mai alla visita. Per stare vicino ai nostri clienti, abbiamo continuato a sentirci, a rimanere in contatto, ad accogliere il loro sfogo”. Un po’ amici, un po’ psicologi. “Non ho mai smesso di sentire i miei clienti – conferma Pitarresi -. Li sento quotidianamente per condividere pensieri, opinioni, stress. Sono smarriti, non sanno come muoversi perché, come me, aspettano di conoscere le nuove regole dettate dallo Stato”. Lo smart working e il telefono, che hanno consentito di mantenere i rapporti, continueranno ad essere comunque uno dei canali propedeutici alla vendita. “Noi abbiamo deciso di sfruttare questa modalità di lavoro, a cui abbiamo dovuto abituarci, anche per introdurci in regioni in cui non siamo presenti
Comunicazione alla Rete Vendita e non solo

Comunicazione alla Rete Vendita e non solo Cari amici, scusate per il silenzio.Una comunicazione, breve o articolata non importa, su quello che sta accadendo, sarebbe rientrata tra i miei doveri istituzionali almeno in riferimento alla nostra azienda e alle ripercussioni che subiremo o alle azioni che agiremo a causa di questo sciagurato virus e alla sua magnificazione mediatica. Purtroppo, come tutti, sono stato letteralmente travolto dai fatti, da qui il silenzio. Dopo anni impegnativi, giusto per usare un eufemismo, eravamo proiettati verso il giusto riconoscimento da parte dei mercati locali ed internazionali, il processo di ristrutturazione e risanamento avviato qualche anno fa sarebbe stato prossimo alla conclusone, se non per pochi passaggi burocrartici di vicino adempimento. All’improvviso tutto si è fermato e la tanto vituperata quotidianità, fatta di gesti, per certi versi noiosi, sicuramente semplici e ripetitivi, ma nel complesso estremamente confortante nella sua elementare prevedibilità, è diventata un miraggio, una condizione ambita, paradossalmente la più ambita, a cui ritornare nel più breve tempo possibile. Quello che stiamo vivendo rimarrà nelle nostre memorie e nelle nostre vite di ogni giorno, perché, di certo, conserveremo alcune delle abitudini acquisite sotto questa nuova condizione e le esperienze che oggi releghiamo senza riserva nell’ambito dello sgradevole, troveranno spazio in una nuova dimensione della memoria che è l’esperienza individuale che valorizza ogni cosa che ci accade riqualificandola, seppure a distanza. Le esperienze spiacevoli del nostro vissuto vengono, laddove non archiviate in un’area di salvaguardia individuale, rielaborate ed alcuni dei dettagli che oggi non cogliamo, non vediamo, daranno a tutta l’immagine che conserveremo di questa esperienza, una forma nuova e sicuramente più gradevole perché per tutti noi e per ragioni diverse, comunque utile. Saremo tutti chiamati a soddisfare, per mantenere il nostro posto al sole, esigenze nuove e consumi, almeno in parte, diversi rispetto a quelli a cui abbiamo dato risposte fino a ieri; sulla nostra capacità rapida di adattamento al nuovo contesto sia come azienda che come individui e gruppi sociali si basa la nostra possibilità di sopravvivenza prima e di felicità dopo. Maggiormente che nei contesti di stabilità, la collaborazione e la reale condivisone di precisi obiettivi maggiorano le concrete possibilità di successo, mai come adesso e nel prossimo futuro diventa vero l’assunto per il quale “da soli si va più in fretta ma insieme si va più lontano”. Purtroppo o per fortuna, non sempre ci è dato scegliere il contesto in cui siamo chiamati a misurarci come uomini o professionisti, questa è una prova a cui siamo stati chiamati o ci siamo casualmente imbattuti a seconda di quale idea abbiamo dell’universo in cui viviamo, ma indipendentemente dalla ragioni per le quali ci troviamo in questo campo, qui siamo, e qui siamo chiamati a giocare e a vincere. La nostra è stata, fino ad oggi, una squadra vincente, deve continuare ad esserlo forte delle proprie competenze e del sostegno che ognuno deve dare o ricevere da ogni altro. Le nostre capacità individuali, le nostre competenze, sulle quali si basa il successo come professionisti o la rettitudine come uomini non è né sarà in alcun modo intaccata dalla pandemia in corso, i nostri legami come gruppo, la nostra rete di rapporti e relazioni professionali sui quali a livello istituzionale come azienda, ed individuale come singoli, abbiamo sempre lavorato restano e costituiranno, se coltivati anche in questo difficile momento, la base da cui ripartire. La volontà di fare, la determinazione di scendere in campo per vincere conservando la modestia di chi sa che la fortuna in ogni ambito umano gioca sempre un ruolo importante, saranno, unitamente alla visone chiara delle cose da fare durante questa crisi e dopo, la ragione della nostra unione futura e delle conseguenti soddisfazioni economiche e professionali. Questo momento sarà utile anche liberarsi come contesto operativo a tutti i livelli di quelle figure o relazioni che per diverse ragioni non hanno alcuna importanza, non sono coerenti con le nostre ambizioni, ambigue nella loro volontà di appartenenza e di conseguenza nocive per l’ambiente ed il contesto, i momenti di stress obbligano ogni organismo ad espellere le tossine, se non altro questo momento sarà utile per ricompattare le fila chiamando ognuno alle armi, pretendendo risposte chiare e convinte; chi tentenna non potrà partecipare. Non vivete nell’attesa che finisca ma nella gioia del presente in cui ogni istante, vissuto appieno, ci proietti verso nuove esperienze da condividere e successi di cui essere fieri. Con stima ed affetto. Andrea Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è
#NONSOLOVINO

#NONSOLOVINO Tutto è cominciato qualche mese fa, da un’analisi interna delle nostre passioni; il mondo del tè, quello dei tessuti, la musica, o ancora, la biodiversità spontanea. E’ nato così, semplicemente, #NONSOLOVINO, il nuovo format in cui Rallo investe sulla cultura, inaugurando una serie di momenti di approfondimento che, sembrerà strano, non vedono il vino come protagonista. Rallo azienda agricola, Rallo promotore culturale. #NONSOLOVINO vedrà un ciclo di incontri tematici, con esperti, che mettano alla prova i sensi. Un progetto poco convenzionale e sicuramente non banale. I vari laboratori si svolgeranno tra il Crezi.Plus a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, e la nostra campagna alcamese a Pattipiccolo. Il primo appuntamento, in programma l’8 marzo alle 16, è la masterclass “I Colori del Tè” condotta da Alessandra Celi, esperta nazionale di tè e titolare del format di formazione e vendita “Tè e Teiere” di Roma. Si tratta di un percorso di approfondimento strutturato per fare conoscere i tè più pregiati da tutto il mondo, illustrare le tecniche di preparazione e di degustazione. To be continued. Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo Rallo Tutte le notizie Pressralloweblog Opuscolo Prodotti Rallo MENÙ IT ・EN Rallo, dal 1860, tre forme, tre territori Opuscolo ralloweblog Wine Paris 2026 Wine Paris 2026 La più importante fiera vinicola internazionale si è appena conclusa, e anche quest’anno Rallo Azienda Agricola ha partecipato con la delegazione siciliana, sup ralloweblog Gli occhiali rosa. Diari una genovese in Sicilia (1960- 1977) Gli occhiali rosa. Diario di una genovese in Sicilia (1960 -1977) C’è uno sguardo che attraversa il tempo e arriva fino a noi quasi intatto, con tutta la sua ironia e la sua gra Pressralloweblog Report Vendemmia 2025 Report Vendemmia 2025 La vendemmia 2025 in casa Rallo è iniziata nella prima decade di agosto, registrando un leggero ritardo rispetto all’anno precedente. Le temperature mi ralloweblog Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 Rallo Discover, Mosella 22-25 novembre 2024 C’era una volta un fiume sinuoso, che scorreva nel letto di una valle dai ripidissimi pendii in cima ai quali sorgevano meravigliosi c ralloweblog AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco AV01, vini rari gambero rosso 2025 Le parole di Andrea Vesco Presso certi « selvaggi» (società senza Stato), il capo deve provare il suo dominio sulle parole: nessun silenzio. N Pressralloweblog Report vendemmia 2024 Report vendemmia 2024 La raccolta dell’uva per la vendemmia 2024 in casa Rallo, bianchisti tra Alcamo e Marsala, è iniziata il 16 agosto, con una decina di giorni di anticipo ri ralloweblog Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Questo non è il mio vino di Andrea Vesco Pochi comparti agro industriali sono affollati come quello enologico, e le motivazioni sono essenzialmente due: basse barriere all’ingre ralloweblog Quando l’anima sa leggere Quando l’anima sa leggere Un antico paese siciliano fa da sfondo alla lenta quotidianità dei suoi abitanti. Spira il vento ricco di sale dalla poco lontana costa e rimescola